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AESTHETICA

Lettera sugli spettacoli

Jean-Jacques Rousseau

Libro: Copertina morbida

editore: AESTHETICA

anno edizione: 2021

pagine: 156

L'importanza della celebre Lettera sugli Spettacoli, scritta da Jean-Jacques Rousseau (1712-1794) nel 1758 in polemica con l'articolo Ginevra pubblicato da d'Alembert nell'Enciclopedia, non è stata finora adeguatamente valutata. Essa infatti, ben al di là della pur vivace polemica immediata, costituisce una vera e propria "critica della ragione teatrale" nel cuore stesso del pensiero politico, morale ed estetico di Rousseau. Nella condanna di una condizione umana dominata dall'apparire, Rousseau - oltre che filosofo ed educatore, uomo di teatro e compositore di musica, romanziere di successo ed abile costruttore della propria immagine - capovolgendo una plurisecolare tradizione di ascendenza aristotelica nega del tutto e con radicale paradossalità l'utilità del teatro e degli spettacoli - trionfo dell'apparenza - per denunciare i fasti e le miserie della nascente società dello spettacolo, nella quale il dominio su passioni e sentimenti è la posta sia del gioco teatrale sia del controllo politico dell'opinione pubblica. A tale perversione del rapporto fra etica ed estetica, Rousseau contrappone il sogno di una comunità di uomini liberi ed eguali, nella quale ogni distinzione tra spettatore e spettacolo dilegua, dando luogo alla felice mimesi di un'esistenza lontana da condizionamenti ed artifici - descrizione delle nuove forme di spettacolarizzazione di massa che costituiranno il futuro della società rinnovata dall'accettazione del "contratto sociale", ma anche anticipazione del nuovo ordine virtuoso dell'imminente Rivoluzione giacobina. Testo di straordinaria modernità (che sembra, per esempio, anticipare le concezioni di Pirandello e di Artaud nel tentativo di superare la dicotomia scena/platea, di andare al di là della "quarta parete" del teatro prima delle teorizzazioni di Strindberg), la Lettera sugli Spettacoli è anche il primo manifesto di una concezione democratica del teatro che rende inutile l'arte perché in esso è venuta a concretarsi - nello spazio dell'happening o della partecipazione collettiva - la vita. Corredano il testo, puntualmente curato da F. Walter Lupi ed arricchito da una presentazione di Giuseppe Panella, esaustivi apparati esegetici, critici e bibliografici.
15,00

Sulla pittura

Denis Diderot

Libro: Copertina morbida

editore: AESTHETICA

anno edizione: 2021

pagine: 172

Sono riuniti in questo volume i due testi teorici di maggiore rilievo che Denis Diderot (1713-84) - filosofo e scrittore, critico d'arte, drammaturgo e musicologo, principale artefice dell'Encyclopédie - ha dedicato all'analisi estetica, filosofica e critica della pittura, cioè i Saggi sulla Pittura (1766) e i Pensieri sparsi sulla pittura, la scultura, l'architettura e la poesia, per continuare i "Salons" (1766-77). Le due opere, pur se molto diverse tra loro sia per i contenuti che per la forma letteraria, costituiscono un contributo di grande rilievo alla diffusione della moderna critica d'arte nel Settecento europeo e all'approfondimento dei problemi estetici e artistici della pittura e del linguaggio della critica d'arte. Grazie alle geniali intuizioni di Diderot sui problemi espressivi e compositivi, sulle tecniche e i materiali, sul disegno, sul chiaroscuro e soprattutto sul colore e i suoi riflessi (Diderot, si dice, avrebbe addirittura precorso Manet e gli impressionisti e presagito il Cubismo), i Saggi sulla Pittura e i Pensieri sparsi non solo offrono un quadro esauriente del dibattito sulle arti fugurative nella seconda metà del Settecento, ma anticipano questioni di grande interesse per la moderna critica d'arte, costituendola per di più come quel genere "alto" della letteratura che sarà tanto apprezzato in seguito da Balzac e Baudelaire, fino a Zola e Apollinaire. Ma il valore del testi di Diderot peraltro non si esaurisce nell'ambito specialistico della critica d'arte. Oltre a rappresentare una delle più autentiche testimonianze della della diffusione nel Settecento francese ed europeo di una poetica realistica e "borghese", essi propongono infatti, con la consueta freschezza e vivacità stilistica dell'autore, tutta una serie di problemi teorici, come quelli del rapporto dell'arte con la morale, della sua efficacia sociale e della sua funzione nella cultura, la cui analisi costituisce uno dei contributi più significativi dell'approfondimento dell'odierna cultura estetica. La presente edizione italiana, curata magistralmente da Massimo Modica, è corredata da esaustivi apparati esegetici, critici e bibliografici.
16,00

Nel centro del quadro. Per una teoria dell'arte immersiva dal mito della caverna al VR

Bruno Di Marino

Libro: Copertina morbida

editore: AESTHETICA

anno edizione: 2021

pagine: 148

Immergersi nell'opera d'arte è un procedimento tipico dell'analisi estetica, ma costituisce oggi una condizione usuale della fruizione dei nuovi media: dall'installazione multimediale e interattiva alla realtà aumentata fino alla realtà virtuale. Questo saggio, suddiviso in una quindicina di paragrafi circa, tenta di tracciare da diverse prospettive (storica, filosofica, iconologica, sociologica) le linee principali di una teoria dell'immersività e, al tempo stesso, di rileggere alcuni momenti della storia dell'arte mostrando come il coinvolgimento dello spettatore - fisico, sensoriale ed emotivo - sia sempre stato al centro dell'esperienza estetica, ben prima che i futuristi lanciassero, nel loro Manifesto tecnico della pittura del 1910, l'idea di porre "lo spettatore nel centro del quadro".
15,00

Scritti sul romance

György Lukács

Libro: Copertina morbida

editore: AESTHETICA

anno edizione: 2021

pagine: 134

Con questi scritti sul dramma non-tragico, composti negli anni 1911-16 e che in accordo alla tradizione degli ultimi testi di Shakespeare Lukács chiama anche romance, il giovane filosofo conclude un più che decennale confronto con la teoria del dramma tra Naturalismo ed Espressionismo. Questi saggi, mai raccolti prima d'ora in modo organico e rimasti a lungo in un deplorevole oblio, ci mostrano un Lukács in perfetta sintonia con le teorie dell'avanguardia storica, quella stessa avanguardia che in seguito egli avrebbe condannato. Lungi dal rappresentare un pendant delle opere più conosciute del filosofo, esse segnano pertanto un percorso fondamentale della sua evoluzione. Solo attraverso gli Scritti sul Romance si può infatti ricostruire la genesi di quelle forme di dramma che più tardi Benjamin e Brecht avrebbero definito "epico", riconoscendone per altro la paternità lukácsiana. Riluce tuttavia in questi saggi la profonda crisi della coscienza primonovecentesca ormai definitivamente messa in scacco dalla critica nietzscheana e da Lukács trasformata nell'utopia romantica dell'ateo che anela ad una impossibile redenzione. Fiaba, melanconia, allegoria sono i temi che Lukács dipana in questi scritti, così come il saggio, il martire e il credente sono i tipi umani che danno forma al mondo abbandonato da dio. La presente edizione italiana, curata da Michele Cometa e corredata da esaustivi apparati esegetici, critici e bibliografici, aggiorna, emenda ed integra la prima, pubblicata nel 1982.
15,00

L'analisi della bellezza

William Hogarth

Libro: Copertina morbida

editore: AESTHETICA

anno edizione: 2021

pagine: 170

Non meno spregiudicato del suo lavoro artistico, in simbiosi con la polemica del suo lavoro artistico, è il saggio L'analisi della Bellezza (1753), singolarissimo classico dell'estetica moderna. Singolarissimo perché, mettendo in campo competenze uniche, dal basso, Hogarth decostruisce i modelli teorici che la tradizione aveva assegnato al concetto del bello e li sostituisce con gli esiti di una originale analisi formale, che pone la sua cifra dirompente nella sinuosa fluidità della linea serpentina, da lui rappresentata nello stesso frontespizio del volume. Testo densissimo di spunti e temi precorritori e tutt'ora vitali (insieme alla concezione dinamica ed organica della forma, l'idea di un sistema grammaticale delle arti visive, le osservazioni sottilissime sul brutto e sul comico...), coniuga felicemente teoria e pratica, affidando la propria validazione a centinaia di icone esemplificatrici, racchiuse con strabiliante maestria in due illustrazioni (La fabbrica delle statue di Cheere e Danza nuziale), qui riprodotte in una tasca esterna. Non stupisce allora il grande influsso esercitato da Hogarth nella costruzione dell'estetica moderna e il favore costante tributatogli da generazioni di studiosi, da Burke a Swift a Sterne a Walpole e Dickens, da Goethe a Lessing e da Diderot a Baudelaire, fino ai nostri giorni, ai Fry, Antal, Gombrich, Argan... Quest'opera cruciale, non più resa in italiano dopo la sua traduzione settecentesca (1761), viene ora presentata con la puntuale cura di Maria C. Laudando e la limpida presentazione di Laura Di Michele, corredata di esaustivi apparati esegetici, critici e bibliografici.
16,00

Plastica

J. Gottfried Herder

Libro: Copertina morbida

editore: AESTHETICA

anno edizione: 2021

pagine: 136

Protagonista di feroci polemiche letterarie nella Londra del primo Settecento, bersaglio di innumerevoli frecciate satiriche, che fecero di lui il prototipo del critico "moderno" folle e pedante, solo da pochi decenni John Dennis (1657-1734) è stato riscoperto come il teorico più originale del suo tempo e una figura-chiave nella transizione dal vecchio classicismo secentesco alle nuove tendenze poetiche ed estetiche che si sarebbero affermate nel corso del XVIII secolo. In particolare la concezione del sublime di Dennis, basata sul nesso poesia-religione e sul ruolo delle passioni (fra cui anzitutto il terrore) nella creazione poetica, costituisce una tappa decisiva nella storia del sublime moderno e l'antecedente immediato della celebre Inchiesta sul Bello e il Sublime di Burke, già pubblicata in questa collana. La presente traduzione della Critica della Poesia (1704), l'opera principale di Dennis, è la prima che venga effettuata in Italia. Essa include anche, in appendice, una straordinaria descrizione delle Alpi (1668) che è il primo esempio di quel gusto per il "sublime naturale" che nel Settecento avrebbe contagiato l'intera cultura europea. Corredano il testo, tradotto da Goffredo Miglietta e curato da Giuseppe Sertoli, esaustivi apparati esegetici, critici e bibliografici.
12,00

L'origine della bellezza

Francis Hutcheson

Libro: Copertina morbida

editore: AESTHETICA

anno edizione: 2021

pagine: 104

Era il 1725 quando Francis Hutcheson pubblicò la prima trattazione organica destinata a definire la fisionomia dell'estetica assumendone l'argomento fondamentale della bellezza. Opera pionieristica e insieme d'incredibile attualità, l'Inquiry di Hutcheson è infatti un'indagine sistematica sull'origine dell'idea del bello, ma anche dell'ordine, dell'armonia, del design: ossia del progettare ordinatamente l'armonia. È perciò che qui compaiono temi capitali - quali la distinzione fra verità e valore, tra intelletto e piacere -, argomenti che in seguito verranno a identificare la stessa pertinenza estetica - come l'universalità del senso del bello e le connessioni fra bellezza originale e comparativa - e, infine, l'attenta considerazione del campo delle arti, ricca di fini osservazioni su pittura, scultura, architettura, giardinaggio, musica e poesia. Tutti temi che, alla fine del secolo, non a caso saranno ripresi puntualmente nella kantiana Critica del Giudizio. Ma anche temi che, trapassando i grandi dibattiti dell'Ottocento, continuano a travagliare la cultura contemporanea.
12,00

Il senso della bellezza

George Santayana

Libro: Copertina morbida

editore: AESTHETICA

anno edizione: 2021

pagine: 222

George Santayana è autore di una vastissima produzione in lingua inglese poco conosciuta nel nostro Paese. Eppure, accanto a quella di John Dewey, la sua riflessione rappresenta una delle elaborazioni più significative della filosofia americana. La sua opera fondamentale, Il senso della bellezza, è divenuta un classico dell'estetica contemporanea. L'obiettivo di fondo del pensiero di Santayana è integrare la bellezza e l'arte, così come ogni altra attività umana, con la vita, restituendo a esse la forte vitalità da cui sorgono. La concezione estetica di Santayana, proprio in quanto privilegia la centralità della bellezza come esperienza vitale e si volge a indagare il modo in cui noi la percepiamo e il significato che a essa attribuiamo, costituisce una proposta di grande originalità e in stimolante sintonia con la ricerca odierna. Così Il senso della bellezza mantiene immutato il fascino di un classico, ed è difficile rimanere insensibili alla singolare lucidità della teoria del bello di Santayana e all'accattivante raffinatezza delle sue argomentazioni.
20,00

La luce nelle sue manifestazioni artistiche

Hans Sedlmayr

Libro

editore: AESTHETICA

anno edizione: 2020

pagine: 112

Come si scrive la storia dell'arte? La scuola di Vienna ha dato contributi fondamentali alla domanda, operando una rivoluzione metodologica. Nel solco di questa tradizione, Sedlmayr promuove una storia dell'arte che riesca a rendere conto dell'opera nella sua totalità di senso, dalla sua concreta materialità fino alle sue più rarefatte implicazioni spirituali. Se è stata tentata, con Riegl, una storia dell'arte come storia del senso dello spazio, è invece ancora tutta da scrivere, secondo Sedlmayr, una storia delle arti visive sub specie lucis. La luce nelle sue manifestazioni artistiche ne tratteggia appunto il programma, affrontando i "problemi fondamentali" e individuando quelle "epoche fototropiche" che sono riuscite a scoprire nuove materie luminose e a impiegarle nelle loro espressioni artistiche. Completano il volume altri quattro saggi intimamente connessi al programma di ricerca di Sedlmayr, che precisano importanti risvolti implicati dalla filosofia della storia della luce, dalle dottrine dell'analogia e del simbolo in arte, dalla fenomenologia e dall'ontologia del colore nel suo rapporto con la luce e l'oscurità.
12,00

Arte come esperienza

John Dewey

Libro: Copertina morbida

editore: AESTHETICA

anno edizione: 2020

pagine: 362

"Arte come esperienza" costituisce uno dei maggiori contributi della cultura angloamericana all'estetica del Novecento. In quest'opera Dewey non si limita a elaborare una filosofia dell'arte come disciplina specialistica. Emerge qui un nuovo paradigma per l'esperienza in generale, individuato nell'estetico quale ordine di perfezionamento e compimento delle istanze sensoriali ed emotive dell'uomo. Ne deriva una concezione attenta a cogliere e vagliare criticamente le fitte relazioni dell'arte e dell'estetico sia con le dinamiche esperienziali sia con le realtà sociali che le alimentano. Dewey mette così a fuoco motivi di crisi della cultura contemporanea, delineando l'impalcatura di un'antropologia nutrita anche dai frutti delle rivoluzioni artistiche primonovecentesche. Questi caratteri hanno reso "Arte come esperienza" un classico per le riflessioni sull'esperienza estetica, illuminante per importanti artisti, da Josef Albers a Mark Rothko, e oggi ancora al centro dell'attenzione in vari ambiti cruciali del dibattito filosofico.
28,00

Storia di sei idee

Wladyslaw Tatarkiewicz

Libro

editore: AESTHETICA

anno edizione: 2019

pagine: 402

Storia di sei idee è l'ultima grande impresa scientifica di Tatarkiewicz, uno dei principali esponenti dell'estetica del Novecento. Se "Storia dell'estetica", la sua opera più importante, si arrestava al 1700 e alla nascita dell'estetica moderna, questo saggio si spinge fino ai nostri giorni, completando e integrando il precedente lavoro. Sei idee, come sei sono i problemi fondamentali dell'estetica: arte, bello, forma, creatività, imitazione, esperienza estetica. Un'opera che abbina al rigore scientifico una scrittura dal taglio divulgativo.
24,00

Lo stile

Demetrio Falereo

Libro

editore: AESTHETICA

anno edizione: 2021

24,00

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