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Libri di Euripide

Le baccanti

Euripide

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2021

pagine: 113

«Il coro delle baccanti della Lidia danza la follia con la quale Dioniso ha colpito le donne di Tebe» scrive Jan Kott, il più grande studioso di teatro del Novecento. «Essere possedute significa essere possedute dal dio. La danza sacrale e il sacro eros sono preghiere del corpo. [...] La danza, ritmata dai tamburi e punteggiata dai gemiti dei flauti e dai toni acuti dei pifferi, porta a un'esaltazione sacra. Quando, al culmine della tragedia, il messaggero racconta del corpo dilaniato di Penteo, la danza diventa spasmo. Il coro delle Baccanti, come in un rito iniziatico, scopre il tremendum, la rivelazione quasi simultanea del sacro, della morte e della sessualità. Nessun'altra delle tragedie greche superstiti è permeata d'immagini religiose come Le Baccanti». Con uno scritto di Jan Kott.
19,00

Alcesti. Testo greco a fronte

Euripide

Libro: Copertina morbida

editore: RUSCONI LIBRI

anno edizione: 2021

pagine: 192

Alcesti è la più antica delle tragedie di Euripide che siano giunte a noi per intero, messa in scena nel 438 a.C. Il motivo del sacrificio d'amore con cui una moglie (Alcesti) salva la vita al marito (Admeto) scegliendo di morire al posto suo è la struttura semplice a cui Euripide ha intrecciato temi particolarmente cari alla cultura greca, quali la sacralità dell'ospite, l'attaccamento alla sopravvivenza dell'uomo ad ogni età della sua vita, lo scontro generazionale e la messa in discussione dei vincoli di sangue. Concepita come ultimo dramma della tetralogia presentata agli agoni, Alcesti inserisce nelle atmosfere luttuose con brusco effetto di contrasto il personaggio di Eracle, un eroe ricolmo di vita e di vigore, che finisce per essere decisivo per il lieto fine della vicenda messa in scena. Anche sul piano delle forme questa tragedia presenta l'intera gamma delle sonorità dello spettacolo antico, segno del grande mestiere del suo autore anche nei suoi drammi più antichi.
12,00

Elena

Euripide

Libro: Copertina rigida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2021

pagine: 496

Elena non è mai stata a Troia. Non è lei che i vecchi della città hanno contemplato sulle mura. Non è lei che Telemaco ha ammirato nel suo palazzo di Sparta. La dea Era a Paride non diede che un fantasma, un'immagine fatta con l'aria del cielo, che pure respirava: copia identica, doppio preciso, di Elena. L'Elena di carne e d'ossa, invece, la prese Ermes e la portò in Egitto, nella casa del casto Proteo, perché il letto di Menelao non venisse violato. Il primo scontro tra Occidente e Oriente, la guerra di Troia, fu combattuta soltanto per un'illusione. Zeus voleva semplicemente alleviare la madre terra dell'eccessiva massa di esseri umani che l'appesantiva e dare fama al più forte degli eroi, Achille. Questo è il nucleo fantastico dell'"Elena" di Euripide, al quale si aggiunge tutta una serie di motivi non proprio secondari: perché nel suo lungo nostos da Troia verso Sparta, Menelao, che con sé conduce il «fantasma» riconquistato, approda in Egitto e si trova davanti a un'«altra», una «nuova», la «vera» Elena, che subito lo riconosce e pronuncia parole sublimi: «È divino riconoscere quelli che amiamo». Urge organizzarne la fuga dall'Egitto, inventando una scusa per beffare il re Teoclimeno - che desidera farla sua sposa - con l'aiuto della sorella di lui Teonoe («mente divina») e il favore degli dèi. Ma il Coro, in un brano dall'intenso lirismo e dalla notevole profondità filosofico-teologica, si domanda: «Che cos'è, poi, un dio, cosa non lo è, e cosa c'è nel mezzo? / Quale uomo dopo una lunga ricerca / potrà dire di aver scorto il limite estremo / vedendo le opere degli dèi / andare in una direzione e poi in un'altra, / e poi piegarsi ancora in esiti contraddittori e insperati?». L'"Elena" non prospetta alcuna certezza. Barbara Castiglioni, che nell'Introduzione offre una bella ricostruzione dei modelli antichi di Elena ed elabora un eccellente Commento, riassume così: «una dolente lucidità insidia l'atmosfera di forzosa illusione che pervade il dramma, e l'angoscia e la disperazione emergono dall'esplosione di leggerezza esotica e sotto il velo di brillantezza della trama. Proprio come un'ombra, un'impressione di vanità ricopre ogni istante della tragedia».
50,00

Le baccanti

Euripide

Libro

editore: DANTE ALIGHIERI

anno edizione: 2020

Dioniso vuole diffondere in Grecia il suo culto, a cominciare da Tebe. Qui il vecchio re Cadmo ha chiamato a succedergli il nipote Penteo, figlio di sua figlia Agave. Dioniso per punire Agave e le donne della città della loro poca fede nella sua divinità, le ha invasate. Anche Cadmo e Tiresia sono invasati. Dioniso si presenta in città come un mago. Penteo cerca di far arrestare il falso mago, ma ormai è anch'egli completamente soggiogato e viene convinto ad andare sul monte Citerone a spiare i riti delle baccanti, travestito da baccante. Lì Agave e le donne lo fanno a pezzi credendolo un leone. Cadmo riporta Agave alla coscienza e così la donna scopre di portare come trofeo la testa del figlio. La vendetta del dio è compiuta. Con traduzione libera e forme verbali.
14,00

Baccanti

Euripide

Libro: Copertina rigida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2020

pagine: 376

Agave porta, infissa in cima a un tirso, la testa del figlio Penteo che le sue compagne hanno fatto a pezzi: la vuole consegnare a Bacco in segno di vittoria. «A lui porta un trionfo fatto di pianto», fa dire Euripide al servo che racconta ciò che ha visto accadere sul Citerone. Invasata, Agave non sa che ciò che brandisce come un trofeo è il capo sconciato del figlio, e il momento nel quale lo capisce costituirà una delle più tremende scene di riconoscimento della tragedia antica. Le "Baccanti" erano iniziate con Dioniso che annunciava di volersi rivelare come dio in Tebe, di desiderare il riconoscimento e la venerazione. Li ottiene a prezzo di un sacrificio immane, che immola la ragione sull'altare della follia, e precipita l'intera stirpe di Cadmo nella disgrazia. In questa tragedia, l'ultima prodotta dal grande teatro del V secolo a.C., e l'ultima, probabilmente, composta dall'autore prima della morte (fu messa in scena ad Atene dal figlio), Euripide «ripropone in modo emozionante e terribile quello che era stato uno tra i temi fondamentali del suo teatro, cioè il conflitto tra ragione e irrazionale». Al suo centro si trova infatti la follia scatenata delle menadi, che infuria sulla montagna, con le donne che, cinte di pelli maculate, inghirlandato il capo di edera, brandendo il tirso nelle mani, si abbandonano a danze furibonde al suono di flauti e tamburelli. «Cos'è mai la saggezza?» si domandano le baccanti del Coro: «quale il dono più bello degli dèi ai mortali?» La loro risposta è spesso sibillina, paradossale: «Non è sapienza il sapere». Le "Baccanti" discutono il tema della sophia in modo insistente, con tutta l'urgenza che il fenomeno culturale e religioso del dionisiaco - superbamente illustrato dal curatore - richiede. «Molti sono gli aspetti delle cose divine, molte cose gli dèi realizzano contro ogni speranza» conclude il Coro, qui come in altre tragedie di Euripide, «ciò che si attende non si compie, dell'inatteso il dio trova la strada.». Con questo volume la Fondazione Valla inizia la pubblicazione del teatro di Euripide, secondo Aristotele il più tragico dei poeti: con le "Baccanti", che ebbero in sorte persino di fornire il testo a una "Passione di Cristo", in passato attribuita a uno dei più grandi Padri greci, Gregorio di Nazianzo.
50,00

Alcesti

Euripide

Libro

editore: DANTE ALIGHIERI

anno edizione: 2020

pagine: 214

Con traduzione libera e forme verbali.
12,50

Baccanti. Testo greco a fronte

Euripide

Libro

editore: MONDADORI

anno edizione: 2019

pagine: 208

Per essere riconosciuto dai tebani come un dio, Dioniso instilla una scintilla di follia e di furore nelle donne della città, che si ritirano sul Citerone a celebrare riti in suo onore. Tragedia enigmatica e disorientante, scritta da Euripide negli ultimi anni di vita, nelle "Baccanti" si mescolano finzione e verità, gioco ed ebbrezza e nell'alchimia del testo il terribile confina sempre con il grottesco. Ma le "Baccanti" sono innanzitutto una crudele rappresentazione della fragilità dell'umano, posta sotto il segno inquietante di Dioniso, «il più terribile e il più dolce tra gli dei». E il mondo stabile degli oggetti familiari, delle figure rassicuranti vacilla per divenire un gioco di fantasmagorie in cui l'illusorio, l'impossibile, l'assurdo si fanno realtà.
9,50

Medea-Ippolito. Testo greco a fronte

Euripide

Libro

editore: MONDADORI

anno edizione: 2019

pagine: 288

È una passione amorosa violenta a tormentare le protagoniste di Medea (431 a.C.) e Ippolito (428). Per vendicarsi del tradimento di Giasone, Medea uccide i propri figli; sconvolta dal rifiuto di Ippolito, il figliastro di cui è follemente innamorata, Fedra ne provoca la morte. La tematica amorosa predomina nel teatro greco alla fine del V secolo a.C. e il conflitto tragico nasce nello scontro tra forze elementari della passione umana. In queste tragedie Euripide lancia un monito contro due errori distruttivi in cui la società e l'individuo rischiano di scivolare senza rimedio: l'esclusione del "diverso" dalla sfera della morale costituita, cieca ai fermenti più nuovi e urgenti, e il rifiuto di accettare in sé le varie componenti della natura umana, anche quelle vincolate alla fisicità della materia, senza le quali l'uomo altro non è che un essere dimezzato.
9,50

Alcesti. Per le Scuole superiori

Euripide

Libro

editore: PRINCIPATO

anno edizione: 2015

13,20

Medea. Testo greco a fronte

Euripide

Libro: Copertina morbida

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2015

pagine: 149

Medea è una delle tragedie greche più famose e rappresentate. Il dramma di un amore assoluto che si trasforma, per il tradimento di Giasone, in feroce odio e desiderio di vendetta. Una vendetta che coinvolgerà anche i figli che Medea ha avuto da Giasone. Anche la "barbara" Medea però è una vittima: sa bene infatti che facendo l'infelicità di Giasone farà soprattutto la sua infelicità. Il volume è introdotto dal maggiore esperto statunitense di Euripide: B. M. W. Knox.
9,00

Ippolito. Testo greco a fronte

Euripide

Libro: Copertina morbida

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2014

pagine: 190

Figlio di Teseo e della sua prima moglie, Ippolito è un adolescente casto e devoto ad Artemide: passa il tempo a cacciare, disdegnando Afrodite. Per vendicarsi, la dea dell'amore escogiterà un piano crudele, facendo innamorare di lui la matrigna Fedra, figlia di Minosse e seconda moglie di Teseo. Da questo spunto nasce la tragedia di Euripide presentata in questo volume, con la cura e la traduzione di Davide Susanetti.
8,50

Medea. Testo greco a fronte

Euripide

Libro: Copertina morbida

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

anno edizione: 2013

pagine: 235

Figura demoniaca di maga barbara e crudele, Medea è uno dei personaggi più noti, estremi e coinvolgenti del teatro antico. Lucida e determinata nel compiere una vendetta atroce, l'assassinio dei figli, che la colpirà con violenza devastante, Medea appare perfettamente consapevole delle conseguenze del suo gesto estremo. Ma alla tensione emotiva ("capisco quali dolori dovrò sostenere, ma più forte dei miei propositi è la passione") si unisce un'assoluta autonomia intellettuale, fino ad allora sconosciuta in una donna nel mondo greco. Nella sua introduzione Vincenzo Di Benedetto mette in luce la modernità di questa tragedia e spiega la dura polemica dell'autore contro la società ateniese di quegli anni.
10,00

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