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Libri di Luigi Manconi

Il senso della vita. Conversazioni tra un religioso e un pococredente

Luigi Manconi, Vincenzo Paglia

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2021

pagine: 200

Un confronto tra due concezioni del mondo distanti e, per certi versi, inconciliabili: una ispirata da un profondo senso religioso, l'altra immersa nella società e nella concretezza delle sue contraddizioni e delle sue sofferenze. Ma entrambe tese a cercare, di fronte ai dilemmi che attraversano la vita quotidiana, il significato delle nostre scelte. Un arcivescovo, Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, e un sociologo e militante politico, Luigi Manconi, si interrogano intorno alle grandi questioni che costituiscono «il senso della vita»: la libertà e i suoi limiti; l'autodeterminazione del singolo e la responsabilità verso gli altri; le preferenze sessuali, le nuove famiglie e il significato attuale di genitorialità; l'accanimento terapeutico e l'eutanasia; l'ingiustizia e il peccato. Il contrasto su temi cruciali per la nostra esistenza e le nostre relazioni interpersonali sembrerebbe negare la possibilità di un progetto comune. Eppure questi due punti di vista, che restano distanti su molte problematiche, potrebbero forse convergere nel profilo di un nuovo umanesimo, dove la riscoperta di un «noi» solidale, nella prospettiva di una cittadinanza universale, sappia valorizzare, e non mortificare, l'autodeterminazione dell'individuo. «L'umanesimo non ha fallito perché ateo, bensì perché non ha realizzato il suo fondamento costitutivo. Ovvero il rispetto incondizionato dell'umano». (Luigi Manconi). «Se la nostra vita è sempre mortale, abbiamo la speranza che non lo sia il mistero di amore in cui essa risiede». (Vincenzo Paglia)
16,50

Per il tuo bene ti mozzerò la testa. Contro il giustizialismo morale

Luigi Manconi, Federica Graziani

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2020

pagine: 259

«Beati gli affamati di giustizia perché saranno giustiziati». Questo vertiginoso aforisma illumina con esattezza il clima di sospetto che imperversa in Italia. Si diffonde l'idea che la società debba perseguire un modello assoluto di legge e ordine, senza scampo per nessuno e senza spazio per i dubbi della prudenza e della clemenza. È un orientamento, traducibile nello slogan «più carcere per tutti», che si nutre di un esteso rancore sociale. Un umore con radici profonde che produce e alimenta il populismo, soprattutto nella sua veste penale. Partendo da tali considerazioni, Luigi Manconi e Federica Graziani tracciano un quadro ampio e allarmante dell'odierna mentalità giustizialista che trova il suo campione in Marco Travaglio, il cui metodo è analizzato in diverse pagine del libro. Con lucidità, ne investigano radici e degenerazioni politico-culturali. Ed evidenziano come l'unico argine possibile sia, nel nostro tempo, la cultura del garantismo, che va affermata a partire dal suo concetto cardine: la tutela delle garanzie individuali, sancita dallo stato di diritto e dalla Costituzione. Il contenuto di questo libro sta tutto nel sottotitolo: contro il giustizialismo morale. Quell'orientamento culturale e politico che persegue un concetto assoluto e astratto di giustizia e pensa di affidarne la realizzazione alla spada dei tribunali, a prescindere dalle forme, dalle garanzie processuali e dai diritti individuali. Viviamo in un Paese in cui alcuni versano in condizioni disumane, altri stentate e in cui il sistema delle pene insegue le inquietudini della sicurezza pubblica, ricorrendo a un inasprimento delle sanzioni buono solo a far crescere l'angoscia collettiva. In questa società e in questo clima trovano largo spazio campagne di opinione tese a incentivare la voglia di rivalsa sociale e a offrirle facili bersagli. Il libro ripercorre gli ultimi anni di storia nazionale. Anni in cui, mentre le tutele individuali in campo penale si affievolivano e processi pubblici e gogne mediatiche si moltiplicavano, si diffondeva l'idea che ciò che è peccato è reato. E l'esito è stato tanto l'abbassamento del livello di civiltà giuridica quanto la mortificazione del senso collettivo di giustizia. Da tutto questo nasce il quesito che, attraverso 11 casi esemplari, il libro pone ai lettori: siete garantisti o giustizialisti? Un test per verificare quale sia il vostro grado di rispetto dei principî e delle regole dello stato di diritto.
17,50

Disaccordi e proposte. Dieci interventi

Luigi Manconi

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni dell'Asino

anno edizione: 2018

pagine: 52

Lunga vita a Luigi Manconi, che celebra il 24 febbraio il suo settantesimo compleanno. L'opuscolo in cui abbiamo voluto raccogliere alcuni suoi interventi recenti ed esemplari, è un piccolo segno del rispetto, dell'affetto, dell'amicizia che gli portiamo. Anche quando più critici nei confronti delle nostre istituzioni, noi abbiamo continuato a pensare che fosse giusto portare al loro interno il senso di quella "lunga marcia" che venne teorizzata in anni lontani, sul modello dei verdi tedeschi ai loro inizi, dei radicali nei loro momenti migliori e, ancora una volta, di Alex Langer. I testi che seguono esprimono preoccupazioni contingenti ma convinzioni durature, persuasioni intime e profonde. E una "linea di condotta" che non è cambiata nel tempo ma che ha saputo trovare, anno dopo anno, il giusto sentiero, un "chiaro cammino" pur se in mezzo a tanti trabocchetti, forti di certezze profonde e di fedeltà rivendicate ed esplicite.
3,00

Corpo e anima. Se vi viene voglia di fare politica

Luigi Manconi

Libro: Copertina morbida

editore: Minimum Fax

anno edizione: 2016

pagine: 232

"La mia politica muove sempre da un nome, un cognome e un volto e da una storia individuale per raggiungere, quando possibile, una questione generale". Dall'opposizione ai centri di espulsione per migranti alla battaglia per la verità su Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi; dalle questioni di fine vita ai diritti delle minoranze sessuali; dal tema della privazione della libertà a quello del disagio psichico: Luigi Manconi racconta come oggi fare politica possa essere uno dei mestieri più belli del mondo. Una conversazione che parte dalle vicende dei singoli per arrivare ai grandi problemi del nostro tempo. E, poi, l'adolescenza a Sassari e l'Università cattolica di Milano, la Pirelli, il movimento studentesco e i piccoli e grandi maestri, il garantismo e l'ecologia, Elio Pagliarani e Marco Lombardo Radice, Giovanni Raboni e Adriano Sofri, Alex Langer e Goffredo Fofi, il parlamento e la piazza e le libertà individuali e collettive. Il corpo e l'anima delle cose e delle persone.
13,00

Non sono razzista, ma. La xenofobia degli italiani e gli imprenditori politici della paura

Luigi Manconi, Federica Resta

Libro: Copertina morbida

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2017

pagine: 150

Gli italiani sono razzisti? Ovviamente no: nessuna categoria può essere definita come un blocco unico e omogeneo e, dunque, catalogata attraverso un'etichetta spregiativa generale. Ma è altrettanto vero che oggi in Italia si manifestano forme di razzismo nel linguaggio pubblico, negli atteggiamenti sociali e nelle politiche. "Non sono razzista, ma" illustra un meccanismo psicologico che mira a prendere le distanze dalle parole e dagli atti che contraddicono ciò che pensiamo di essere, o che vogliamo far intendere di essere. È un'espressione che si sente sempre più spesso, perché l'interdizione morale nei confronti di termini e comportamenti xenofobi si è indebolita. Quella sorta di presidio culturale e sociale, che agiva contro il ricorso a pratiche e linguaggi discriminatori, sembra esaurito. Questo pamphlet è anche un grido d'allarme. L'intolleranza etnica ha trovato spazio nella sfera politica, per opera di figure pubbliche che, nonostante il proprio ruolo istituzionale, contribuiscono alla produzione di ostilità xenofoba. E a ciò corrisponde un tessuto di piccoli e grandi imprenditori politici dell'intolleranza (concetto elaborato da Laura Balbo e Luigi Manconi in un saggio di un quarto di secolo fa). E tuttavia, dicono Luigi Manconi e Federica Resta, il termine razzista non va utilizzato per colpevolizzare individui e gruppi che vivono con fatica il rapporto con gli stranieri. Ciò che si manifesta nel nostro paese è, piuttosto, una diffusa xenofobia: la paura dello straniero. E, contrariamente a quanto si crede, il passaggio da quest'ultima al razzismo è tutt'altro che scontato. Manconi e Resta argomentano come è possibile evitare che questo accada. "Non sono razzista, ma" è un libro utile per evitare l'errore di indugiare nel "peccato dell'indifferenza".
15,00

La pena e i diritti. Il carcere nella crisi italiana

Luigi Manconi, Giovanni Torrente

Libro: Copertina morbida

editore: Carocci

anno edizione: 2015

pagine: 275

Attraverso un'analisi socio-giuridica della penalità, il libro propone una riflessione su alcune questioni centrali: il rapporto tra strategie di acquisizione del consenso e allarme criminalità; l'incremento delle fattispecie penali e l'espansionismo penitenziario; la tutela dei diritti fondamentali dei reclusi e la dignità della condizione di privazione della libertà; l'autolesionismo e i suicidi in carcere; la recidiva e la reiterazione del reato; una possibile moralità della pena. Il volume è pensato per studenti e ricercatori, ma anche per gli operatori e chiunque sia interessato a confrontarsi con una delle contraddizioni più acute e dolenti della vita sociale e dello stato di diritto. Prefazione di Stefano Rodotà.
17,50

Accogliamoli tutti. Una ragionevole proposta per salvare l'Italia, gli italiani e gli immigrati

Luigi Manconi, Valentina Brinis

Libro: Copertina rigida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2013

pagine: 115

Accogliere tutti. È questa l'unica politica efficace in materia di immigrazione. È la soluzione più utile e produttiva per gli immigrati, ma soprattutto per gli italiani. In questo pamphlet Luigi Manconi e Valentina Brinis dimostrano, con argomenti sempre basati sulla realtà dei dati e dei fatti, che l'arrivo di donne e uomini stranieri è un'opportunità di salvezza per una società invecchiata e immobile come la nostra, per il suo dissestato sistema produttivo e il suo welfare in crisi. Le politiche dei respingimenti e della repressione, dietro cui si cela spesso un'ostilità intrisa di xenofobia e tentata dal razzismo, sono disastrose perché contrarie alle esigenze profonde dell'economia e della società. Sono politiche costose, che favoriscono l'aumento della criminalità e il lavoro nero. Riconoscere diritti e offrire occasioni di inserimento agli immigrati è invece la scelta più opportuna per la sicurezza collettiva, per risolvere i drammatici problemi demografici e rilanciare industria e agricoltura. Non solo badanti, infermieri e pizzaioli: i dati testimoniano che già oggi i lavoratori stranieri sorreggono interi settori, senza entrare in competizione con i lavoratori italiani. Valorizzando i numerosi esempi di "piccole virtù" e buone prassi locali, e inserendoli in un quadro meno incoerente e frammentato dell'attuale, i benefici saranno tangibili per tutti. Prefazione di Cécile Kyenge
13,00

Quando hanno aperto la cella. Storie di corpi offesi. Da Pinelli a Uva, da Aldovrandi al processo per Stefano Cucchi

Luigi Manconi, Valentina Calderone

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2013

pagine: 262

In Italia in carcere si muore. Alcuni sono suicidi, altri no. E si può morire nel reparto detentivo di un ospedale, come Stefano Cucchi; per strada, come Federico Aldrovandi; legati mani e piedi a un letto di contenzione, come Franco Mastrogiovanni. Si può morire anche durante un arresto, una manifestazione di piazza, un trattamento sanitario obbligatorio. "Quando hanno aperto la cella" porta alla luce le storie di persone che sono entrate in prigione, in caserma o in un reparto psichiatrico e ne sono uscite senza vita. Ricostruisce vicende processuali tormentate, in cui la tenacia di familiari e avvocati si è scontrata con opacità, omertà e, a volte, coperture istituzionali. Racconta di uno Stato che si ricorda di recludere, sorvegliare e punire, ma spesso dimentica di tutelare e rispettare gli individui che gli sono affidati. Prefazione di Gustavo Zagrebelsky e Alessandro Bergonzoni. Con una lettera di Ilaria Cucchi. Nuova edizione aggiornata.
12,00

Quando hanno aperto la cella. Stefano Cucchi e gli altri

Luigi Manconi, Valentina Calderone

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2011

pagine: 243

Quelle foto di Stefano Cucchi. Quel corpo prosciugato, quella maschera di ematomi sul viso, un occhio aperto, quasi fuori dall'orbita. Quella morte di Federico AJdrovandi, quel giovane riverso a terra, le mani ammanettate dietro la schiena, esanime. Quelle urla di Giuseppe Uva, dentro la caserma dei carabinieri di Varese. Quelle sue foto col pannolo-ne da adulto incontinente, imbrattato di sangue. Quelle facce gonfie, viola, i rivoli di sangue. E tutte le altre storie, rimaste ignote, oppure richiamate da un trafiletto di giornale, e già dimenticate. Giovanni Lorusso, Marcello Lonzi, Eyasu Habteab, Mija Djordjevic, Francesco Mastrogiovanni. E molti altri. In Italia in carcere si muore. Alcuni sono suicidi, alcuni no. E si muore durante un arresto, una manifestazione di piazza, un trattamento sanitario obbligatorio. Dietro le informazioni istituzionali spesso c'è un'altra storia. Un uomo che muore in carcere è il massimo scandalo dello Stato di diritto. "Quando hanno aperto la cella" ce lo racconta. Luigi Manconi e Valentina Calderone ascoltano, raccolgono e portano alla luce storie di persone, spesso giovani, che entrano nelle carceri, nelle caserme e nei reparti psichiatrici e ne escono morte. In ognuna di queste morti, la morte dello Stato di diritto. Prefazione di Gustavo Zagrebelsky.
19,00

Lavoro ai fianchi. Alcuni giorni nella vita del commissario Luigi Longo

Luigi Manconi, Marco Lombardo Radice

Libro: Copertina morbida

editore: Il Maestrale

anno edizione: 2010

pagine: 224

Roma, marzo 1978. Il commissario di polizia Luigi Longo, un vedovo di mezz'età con figlio diciottenne, commette un reato nei locali della questura; un giovane scompare e i familiari temono sia stato sequestrato; alcune persone muoiono in circostanze imprevedibili; vicinissime a tutto ciò si svolgono intanto le tragedie della lotta armata, degli anni di piombo. Il caso del giovane scomparso viene affidato a Longo e le indagini lo porteranno lontano, al seguito di false piste e delle sue molte ossessioni. Seguiamo così Longo per dieci giorni e lo vediamo aggirarsi tra Roma e la Sardegna. Muovendosi ai fianchi della politica, disinteressato ad essa perché lontana e ostile, ma costretto ad attraversarla dalle circostanze e dal caso, Longo conduce la sua indagine. Una indagine che è insieme ricerca di indizi e angosciosa autoanalisi, e che vede il commissario "lavorato ai fianchi ", a sua volta, dal rimorso per la colpa commessa e da nemici misteriosi che lo aggrediscono alle spalle, e da una rete criminale che gli si stringe lentamente attorno.
6,90

Abolire il carcere

Luigi Manconi, Stefano Anastasia, Valentina Calderone, Federica Resta

Libro: Copertina morbida

editore: Chiarelettere

anno edizione: 2015

pagine: 122

Non è una provocazione. Nel 1978 il parlamento italiano votò la legge per l'abolizione dei manicomi dopo anni di denunce della loro disumanità. Ora dobbiamo abolire le carceri, che, come dimostra questo libro, servono solo a riprodurre crimini e criminali e tradiscono i principi fondamentali della nostra Costituzione. Tutti i paesi europei più avanzati stanno drasticamente riducendo l'area del carcere (solo il 24 per cento dei condannati va in carcere in Francia e in Inghilterra, in Italia I'82 per cento). Nel nostro paese chi ruba in un supermercato si trova detenuto accanto a chi ha commesso crimini efferati. Il carcere è per tutti, in teoria. Ma non serve a nessuno, in pratica. I numeri parlano chiaro: la percentuale di recidiva è altissima. E dunque? La verità è che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani non ha idea di che cosa sia una prigione. Per questo la invoca, ma per gli altri. La detenzione in strutture in genere fatiscenti è sovraffollate deve essere quindi abolita e sostituita da misure alternative più adeguate, efficaci ed economiche, capaci di soddisfare tanto la domanda di giustizia dei cittadini nei confronti degli autori di reati più gravi quanto il diritto del condannato al pieno reinserimento sociale. Il libro indica dieci proposte, già oggi attuabili, per provare a diventare un paese civile e lasciarci alle spalle decenni di illegalità, violenze e morti. Postfazione di Gustavo Zagrebelsky.
12,00

Un'anima per il PD. La sinistra e le passioni tristi

Luigi Manconi

Libro: Copertina morbida

editore: Nutrimenti

anno edizione: 2008

pagine: 152

Perché i focolarini, i comunisti, i riformisti, gli ecologisti, i cattolici popolari, i radicali, gli extraparlamentari, i socialisti, il Partito umanista, l'Opus Dei (se proprio proprio vuole), devono stare nel Partito democratico. Questo libro è interamente dedicato al Partito democratico, eppure non vi si parla, pressoché mai, di Walter Veltroni e di Massimo D'Alema, di Franco Marini e di Francesco Rutelli, di Democratici di sinistra e di Margherita. Ciò si deve non a un esercizio di alta e perigliosa acrobazia, bensì a una precisa scelta politica. È vero, infatti, che il tema della leadership e quello del rinnovamento non solo generazionale, quello della democrazia interna e la stessa cosiddetta 'questione morale' sono tutte problematiche cruciali, meritevoli della più attenta riflessione, ma vengono dopo. Sono successive a quello che qui viene indicato come il nodo essenziale: l'identità del Partito democratico. Luigi Manconi insegna Sociologia dei fenomeni politici presso l'Università Iulm di Milano ed è presidente di 'A buon diritto'. È stato portavoce nazionale dei Verdi, senatore per due legislature e sottosegretario di Stato alla giustizia nel secondo governo Prodi. Editorialista dei principali quotidiani nazionali, collabora attualmente al Sole-24 Ore e all'Unità.
12,00

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