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Libri di Paolo Cremonesi

L'ambiente acquoso per il trattamento di manufatti artistici

Paolo Cremonesi

Libro

editore: IL PRATO

anno edizione: 2021

pagine: 128

L'ambiente acquoso, semplice acqua o soluzioni acquose tamponate con eventuale presenza anche di tensioattivi, chelanti o enzimi, rappresenta un importante approccio ad operazioni che con la terminologia tradizionale definiremmo "di pulitura" di opere policrome, ma che ormai è tempo di definire con maggiore precisione, visto che si può trattare di operazioni profondamente diverse: pulitura della superficie dallo sporco di deposito oppure rimozione di sostanze filmogene applicate con diversa funzione (vernici e strati protettivi, residui di adesivi e consolidanti, ritocchi e ridipinture). L'ambiente acquoso affronta alla radice il problema della tossicità dei materiali, e mette a disposizione un maggior numero di "parametri di controllo", come il pH, le concentrazioni, e la conducibilità. Attraverso i quali spesso l'intervento può essere reso meno aggressivo e più selettivo.
23,00

Un approccio alla pulitura dei dipinti mobili

Paolo Cremonesi, Erminio Signorini

Libro: Copertina morbida

editore: IL PRATO

anno edizione: 2013

pagine: 256

25,00

Tensioattivi e chelanti per il trattamento di opere policrome

Paolo Cremonesi

Libro: Copertina morbida

editore: IL PRATO

anno edizione: 2021

pagine: 240

Tensioattivi e chelanti ampliano il dominio di azione dell'acqua, in trattamenti di sola pulitura superficiale o di rimozione di sostanze filmogene, estendendolo a categorie specifiche di materiali, e rendendone l'azione stessa più precisa. Con i tensioattivi l'acqua diviene capace di azione verso quei materiali che per loro natura sarebbero non affini ad essa: materiali idrofobi, come i lipidi. Con i complessanti e chelanti l'acqua diviene capace di azione verso quei composti inorganici scarsamente solubili, e verso quei materiali caratterizzati da una componente ionizzabile o già ionica, già così all'origine o acquisita nei processi di invecchiamento. I tensioattivi inoltre permettono la combinazione dell'ambiente acquoso con solventi con esso immiscibili, a costituire emulsioni. Grazie a questa copresenza di "principi antitetici", la polarità della fase acquosa e la apolarità della fase solvente, si riescono ad esempio ad ottenere rimozioni di materiali filmogeni complessi come i leganti misti; rimozioni che non sarebbero conseguibili coll'utilizzo delle singole fasi, anche se usate in successione.
25,00

Mobilezation

Paolo Cremonesi

Libro: Copertina morbida

editore: Lazy Dog

anno edizione: 2020

pagine: 96

Quante volte, in metro, in autobus, in treno, siamo stati catturati dalle persone attorno a noi assorte nei loro mondi digitali? Siamo in grado di discernere dall'uso delle apparecchiature digitali, smartphone in testa, ciò che ci è utile da ciò che ci penalizza? Siamo davvero in grado di giudicare le nuove pratiche a cui ci siamo tanto facilmente e disordinatamente quanto velocemente abituati? Cremonesi è un artista che si esprime per immagini: con approccio ironico e tratto leggero disegna persone riprese nella quotidianità degli spostamenti in metropolitana, tutte magneticamente attratte dal proprio cellulare; ci mostra in fondo noi stessi allo specchio, facendoci sorridere e invitandoci a riflettere. Le frasi e i nomi disseminati lungo il libro invitano ad approfondire, esortano a indagare su cosa ci sia dietro a questa... "mobilezation", ci accompagnano mentre sfogliamo le tavole dei personaggi, sorpresi spesso in pose di inattesa plasticità ed eloquenza. Dedicato a chi è sensibile ai nuovi comportamenti sociali - come la mobilezation appunto - e apprezza lo spirito autoironico e tutt'altro che superficiale dell'autore, a chi ama l'illustrazione e la leggerezza.
18,00

Gel rigidi polisaccaridici per il trattamento dei manufatti artistici

Paolo Cremonesi, Ambra Giordano

Libro

editore: IL PRATO

anno edizione: 2019

pagine: 64

L'agar e il materiale ottenuto dalla sua purificazione, l'agarosio, sono polisaccaridi capaci di produrre idrogel rigidi termo-reversibili attraverso un ciclo di riscaldamento e raffreddamento. L'acqua o le soluzioni acquose contenute al loro interno vengono poi rilasciate in modo controllato alle superfici porose con cui vengano messi a contatto. Dalla loro introduzione nell'ambito della conservazione e restauro dei beni culturali, circa quindici anni or sono, questi materiali si sono affermati tra i più innovativi per interventi di pulitura superficiale e di rimozione di materiali inorganici (sali, ossidi e prodotti di corrosione), o per interventi di connotazione anche più strutturale di rimozione di sostanze filmogene (leganti pittorici di ritocchi e ridipinture, leganti di strati preparatori, residui di adesivi e consolidanti). Ben più che semplici materiali, agarosio e agar si connotano come un vero e proprio metodo di applicazione dell'ambiente acquoso a superfici estremamente sensibili. Il presente contributo amplia ulteriormente le possibilità applicative. Con il "metodo spray" qui proposto, in particolare, si superano anche le limitazioni pratiche finora imposte dalle grandi superfici, rendendo possibile un'applicazione perfettamente uniforme a vaste aree.
15,00

El Ambiente acuoso para el tratamiento de obras polícromas

Paolo Cremonesi

Libro: Copertina morbida

editore: IL PRATO

anno edizione: 2015

pagine: 86

25,00
13,00

Un approccio innovativo alla pulitura di superfici dipinte sensibili: la combinazione simultanea di erogazione controllata di liquido e micro-aspirazione. Ediz. multilingue

Paolo Cremonesi, Pierre-Antoine Héritier

Libro

editore: IL PRATO

anno edizione: 2017

pagine: 144

Dipinti antichi e contemporanei, e più in generale le superfici pittoriche di manufatti artistici di varia natura, possono spesso mostrare alta suscettibilità all'acqua per una varietà di cause. Come conseguenza di questa interazione, possono insorgere questi fenomeni su scala sia micro- che macro-scopica: 'leaching' dei componenti, sbiancamento, deformazione e craquelure, rigonfiamento fino a disgregazione dello strato, parziale solubilizzazione. Ulteriori fattori di suscettibilità possono essere presenti in strati diversi da quello pittorico: in particolare lo strato preparatorio, per il suo carattere fortemente idrofilo, o il supporto stesso (carta, tela, legno). Si verifica allora un problema di compatibilità, quando la pulitura a secco non sia sufficientemente efficace, o non sia fattibile per fragilità meccanica, e diventi inevitabile ricorrere all'ambiente acquoso. Molti ricercatori e conservatori nel mondo si sono focalizzati su questo problema, alcuni affrontando più la definizione delle condizioni appropriate dell'ambiente acquoso (pH, tipo e concentrazione degli ioni, 'additivi' come tensioattivi, chelanti ed enzimi) ed altri invece il modo più sicuro di applicare quest'ambiente acquoso ben definito ad una superficie specifica (materiali gelificanti, gel rigidi, macro- e micro-emulsioni, tecniche di idrofobizzazione temporanea). Anche noi ci siamo focalizzati su questo secondo aspetto. Il nostro approccio deriva da questa considerazione, basata su informazioni ben documentate acquisite per la pittura acrilica: l'acqua diffonde velocemente attraverso lo strato, sostanzialmente attraverso diffusione in senso verticale. Per questo, qualunque mezzo capace di ridurre il tempo di contatto dell'acqua con la superficie da trattare, garantirà un'applicazione più sicura, con meno interazioni. In altri casi i solventi organici possono essere utilizzati per la pulitura superficiale in presenza di materiale di deposito idrofobo, come alternativa alle soluzioni acquose contenenti tensioattivi, o per più complessi interventi di rimozione di sostanze filmogene. Un approccio simile, applicazione del solvente e micro-aspirazione, potrebbe funzionare altrettanto efficacemente a minimizzare il rischio di diffusione, rigonfiamento e 'leaching'. Per questa ragione si discute anche come il sistema possa essere modificato per diventare idoneo all'uso coi solventi.
20,00
10,00

Le resine sintetiche usate nel trattamento di opere policrome

Leonardo Borgioli, Paolo Cremonesi

Libro: Copertina morbida

editore: IL PRATO

anno edizione: 2016

pagine: 197

Nel restauro delle opere policrome (dipinti, sculture lignee, affreschi, ma anche opere su carta, ceramica...) i materiali sintetici hanno in gran parte rimpiazzato sostanze con proprietà analoghe, ma di origine naturale. Diventa quindi imprescindibile per il restauratore comprendere le proprietà fondamentali di questi materiali che troppo spesso sono stati utilizzati in modo improprio. Il discorso è complicato dal fatto che questi materiali sono di recente sviluppo e che si hanno casistiche di invecchiamento di una cinquantina d'anni al massimo. Lo studio di questi materiali è reso ancora più difficile dal fatto che la maggior parte delle formulazioni correntemente utilizzate sono state originariamente sviluppate per applicazioni completamente diverse dal restauro dei beni culturali, e che raramente sono dichiarati tutti i componenti.
20,00
25,00

L'uso dei solventi organici nella pulitura di opere policrome

Paolo Cremonesi

Libro: Copertina morbida

editore: IL PRATO

anno edizione: 2004

pagine: 166

15,00

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