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Arti: argomenti d'interesse generale

Luoghi di transizione. Forme e immagini di «passaggio», fra arte e architettura

Francesco Tedeschi

Libro: Copertina morbida

editore: Scholè

anno edizione: 2020

pagine: 240

Un percorso iconografico e tematico fra le rappresentazioni di alcuni temi concernenti la figura della "soglia", intesa come luogo di passaggio fra una realtà e un'altra, fra dimensioni, luoghi e concetti che si definiscono secondo il principio della prospettiva, del quadro, dello schermo e dello spazio praticabile. Temi e immagini che vanno dalla "finestra" allo "specchio", passando per la "porta", il "corridoio" fino al "labirinto" sono ricorrenti nell'arte di ogni tempo, ma nelle prospettive del presente assumono nuova attualità, alla luce della condizione di passaggio epocale nel quale siamo stati e siamo coinvolti. Il testo affronta, con riferimento a opere e autori che hanno interpretato in chiave visiva e metaforica tali suggestioni, un dialogo fra la storia dell'arte e la cultura visuale, con particolare attenzione ai motivi architettonici implicati nel percorso elaborato, e si rivolge per questo agli studenti e agli interessati ai temi che riguardano l'incontro fra queste discipline.
22,00

Nostalgia dell'antico e fascino della macchina. La storia della Kunstkammer e il futuro della storia dell'arte

Horst Bredekamp

Libro

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2020

Le "Kunstkammern" erano luoghi deputati a una particolare forma di collezionismo, che prevedeva la catalogazione con criteri enciclopedici di oggetti preziosi e curiosi delle arti, delle scienze e della tecnica raccolti in base al gusto personale del proprietario. Analizzando in modo originale questo aspetto della storia dell'arte, l'autore cita aneddoti, interpreta dipinti celebri, consulta filosofi o teorici dell'arte e fa luce sull'imprevista affinità tra sculture antiche e macchine. Al centro, l'idea dell'uomo come "secondo Dio" che, in quanto "creatore", aspira al superamento della barriera tra arte e tecnica, tra arte e natura.
19,00

Raffaello tradito. La rivoluzione mancata del primo «soprintendente» di Roma

Vittorio Emiliani

Libro

editore: Bordeaux

anno edizione: 2020

pagine: 112

Nel 1519, all'apice della sua carriera artistica, Raffaello scrive con Baldassar Castiglione una lettera a papa Leone X accusando i pontefici precedenti e la curia cardinalizia di aver distrutto tanta parte di Roma antica allo scopo di «cuocerne i marmi e farne vile calce pozzolana». L'autore delle Stanze della Segnatura e dello Sposalizio della Vergine descrive la Città Eterna come il «cadavere di una nobile patria», raccontando già allora l'urgenza di conservarne tutta la «grandezza italiana» insita nel suo immenso patrimonio. Roma invece subirà nei secoli successivi la violenza della speculazione politica ed edilizia - salvo sotto la tutela di sindaci laici e progressisti come Pianciani e Nathan - che ne mutilerà il volto e persino l'anima.
14,00

Giovanni Carandente e la scultura moderna. Scritti dal 1957 al 2008

Giovanni Carandente, Assunta Porciani, Marco Tonelli

Libro: Copertina morbida

editore: MAGONZA

anno edizione: 2020

pagine: 280

Il volume raccoglie tutti gli scritti sulla scultura moderna dello storico e critico d'arte Giovanni Carandente (1920-2009). Molti gli autori trattati, tra cui Alexander Calder, Arnaldo Pomodoro, Beverly Pepper, Leoncillo, Pino Pascali, Henry Moore. Tra le tante collaborazioni con artisti e architetti, incarichi istituzionali e direzioni di musei, importante fu il profondo legame tra Carandente e Spoleto, dove ad esempio nel 1962, alla direzione delle Arti Visive del Festival dei Due Mondi, egli realizzò, tra le altre iniziative, una grande mostra con 104 opere di 53 tra i più noti scultori contemporanei, una delle prime prove di connubio tra la scultura moderna e il tracciato urbanistico antico.
25,00

La prospettiva rovesciata

Pavel Aleksandrovic Florenskij

Libro: Copertina morbida

editore: ADELPHI

anno edizione: 2020

pagine: 152

A un primo sguardo, molte delle più significative icone russe del XIV e XV secolo sembrano viziate da assurde incongruenze, violazioni inspiegabili del canone prospettico e della conseguente 'unità' della rappresentazione: edifici di cui vengono raffigurati insieme la facciata e i muri laterali; libri (i Vangeli) di cui si scorgono tre o addirittura tutte e quattro le coste; volti con «superfici del naso e di altre parti» che non dovrebbero vedersi; e, a sintesi di tutto, un policentrismo che fa coesistere «piani dorsali e frontali». Eppure, simili icone 'difettose' - fondate proprio sull'eresia di prospettive «rovesciate» - risultano infinitamente più creative ed espressive rispetto ad altre più corrette, ma inerti. Come mostra Pavel Florenskij in questa perorazione - con un excursus storico che si estende dalle scenografie del teatro tragico greco ai vertici della pittura rinascimentale e oltre -, quelle violazioni, lungi dal dipendere da una «grossolana imperizia nel disegno», sono «estremamente premeditate e consapevoli». Di più: riassumono una ribellione, cognitiva prima che estetica, alla stessa egemonia della rappresentazione prospettica e alla sua presunzione di detenere «l'autentica parola del mondo». Ne deriva una sorta di invettiva, in cui il regesto delle carenze della prospettiva lineare e della visione del mondo che la presuppone si traduce, a contrario, in quello dei caratteri richiesti dall'«arte pura»: la sola che ci permetta di accedere - come le dorate «porte regali» dell'iconostasi - all'«essenza delle cose» e alla «verità dell'essere».
14,00

Contro l'oggetto. Conversazioni sul design

Emanuele Quinz

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2020

pagine: 314

«"È impossibile definire il design". Sempre più spesso ci imbattiamo in questa affermazione, da parte di critici e storici del design. Un vezzo? O l'ammissione di un'impossibilità reale di identificare e delimitare le frontiere di un fenomeno troppo esteso o sfuggente? Come se non si trattasse più di una disciplina all'interno di un sistema delle arti, di un settore professionale e produttivo all'interno di un sistema economico, di un campo di tecniche, concetti, pratiche e tradizioni all'interno di un orizzonte culturale, ma al contrario di una nozione a cui si presta una forma di universalità: il design è tutte queste cose, e molto di più». L'autore, che da tempo risiede e insegna in Francia, fa dunque il punto sul design degli ultimi anni, sfruttando la propria formazione artistica per decifrarne i processi creativi. Le personalità internazionali qui esposte vanno dai veterani Giovanni Anceschi e Ugo La Pietra fino a Martino Gamper o Didier Fiuza Faustino. Attraverso una serie di interviste viene data la parola direttamente ai designer.
28,00

Mnemosine. Parallelo tra la letteratura e le arti visive

Mario Praz

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2020

pagine: 230

Sebbene ci siano stati altri tentativi di rendersi conto dell'unità d'indirizzo delle arti e delle lettere nell'ambito di singoli periodi stilistici, unità sentita fin dai tempi antichi e sanzionata dall'appellativo di « arti sorelle», di solito i precedenti studiosi dell'argomento si son limitati a considerazioni di contenuto e di reciproci influssi, in margine al vecchio assioma oraziano ut pictura poesis. Partendo da osservazioni circa la calligrafia e il ductus, o stile di scrittura, l'autore del presente volume ne estende l'applicazione alla creazione artistica, che in grado anche maggiore della calligrafia è un'espressione dell'individuo. « La calligrafia s'insegna, e certe caratteristiche appartengono allo stile generale del periodo, ma la personalità dello scrivente, se è di qualche rilievo, non manca di rivelarsi. Lo stesso accade anche con l'arte. Gli artisti minori mostrano gli elementi comuni del periodo in un modo più accentuato, ma non v'è artista, per originale che sia, che possa evitar di mostrare una qualche dose delle caratteristiche generali ». Analogamente a quanto ha fatto Vladimir Ja. Propp per le fiabe, Praz ha cercato di stabilire una similarità di struttura in mezzi espressivi diversi, sicché opere d'arte d'uno stesso periodo, in campi e con argomenti diversi, rivelano lo stesso pattern o disegno strutturale. La proposizione di Propp, che i personaggi delle fiabe variano mentre la funzione rimane la stessa, troverebbe così riscontro in un'altra proposizione: i mezzi variano, ma la struttura rimane la medesima. Il mito antico, che diede Mnemosine come madre delle Muse, ha suggerito all'autore il titolo di questo libro, il quale in un sintetico panorama delle arti e delle lettere dall'antichità al tempo presente individua e analizza i patterns strutturali che si sono affermati via via nel corso della storia.
23,00

Scritti

Alberto Giacometti

Libro

editore: ABSCONDITA

anno edizione: 2020

"Pur proseguendo senza tregua nella sua fatica di Sisifo in quell'atelier miserabile che era la tana da cui nemmeno il successo materiale progressivamente sopravvenuto mai lo allontanò, Alberto Giacometti non era comunque un taciturno. Non lo sentii forse dire una volta - con quell'humour ambiguo che gli era caratteristico e cui corrispondeva il suo sorriso di dolce cannibale - che gli sarebbe stato indifferente essere ridotto allo stato di uomo-tronco senza braccia né gambe purché lo si posasse sul caminetto dall'alto del quale avrebbe potuto continuare a discutere con gli amici nella stanza in cui si sarebbero trovati riuniti? Conversatore impenitente come altri sono ferventi giocatori di carte o di scacchi, Alberto Giacometti non era meno portato al soliloquio come testimoniano, redatte in quella lingua francese che ben più dell'italiano dialettale del suo cantone originario dei Grigioni va considerata la matrice del suo pensiero di uomo maturo, le note sparse in numerosi taccuini in cui le si trova gettate come per caso, senza che nulla possa far pensare a un diario che l'interessato avrebbe ritenuto utile tenere. La mente costantemente desta e la mano sempre attiva, Alberto Giacometti non smetteva mai di coprire di scarabocchi le cose più diverse che si trovavano alla sua portata: tovaglie di carta di ristoranti senza pretese, margini di libri della «Série noire», fino ai muri decrepiti del suo atelier. Come se avesse voluto vivificar tutto con il suo segno e non soltanto produrre per l'altrui sguardo atemporale immagini a tre o a sole due dimensioni. Oggi appollaiato su un alto caminetto nella nera stanza della morte, Alberto Giacometti senza testa né corpo tiene, attraverso i testi e le conversazioni qui raccolti, un discorso che non smette d'essere un fuoco tambureggiante." (dalla presentazione di Michel Leiris). Presentazione di Jacques Dupin.
34,00

Aforismi sull'arte

Johann H. Füssli

Libro: Copertina morbida

editore: ABSCONDITA

anno edizione: 2020

pagine: 140

"Scritti da Johann Heinrich Füssli in un lunghissimo arco di tempo, tra il 1788 e il 1818, gli «Aforismi sulle arti figurative» furono poi seguiti nel 1820 dalla pubblicazione di tre lezioni sullo stesso argomento. Ma sono soprattutto gli Aforismi che possono lasciare sconcertato e stupito il lettore di oggi, essendo molto arduo ritrovare in questi testi l'immagine nota di Füssli, emblema dell'artista romantico e demoniaco, autore del celeberrimo «Incubo». Testimoniano, infatti, una severità e un rigore di pensiero insospettabili nell'audacissimo e rivoluzionario pittore svizzero formatosi nell'ambito della cultura tedesca, ma realizzatosi appieno in Inghilterra. In realtà Füssli fu sempre ossessionato dal contrasto tra un introspettivo istinto visionario e un ineludibile principio di costruzione armoniosa della forma. Negli Aforismi questa tormentosa antinomia costituisce una sorta di tema costante sviluppato con una miriade di meditazioni attraverso cui il grande maestro cercò di conferire ordine a una materia in continua trasformazione. Così Füssli, per primo nella storia dell'estetica occidentale, afferma che la forma può essere conseguita anche casualmente dall'artista, ma il suo mantenimento è la vera necessità dell'arte. Emana da questi scritti una sorta di religione dell'arte che si sostanzia di folgoranti sentenze: «Sappiate che nulla è insignificante nelle mani del genio, e che il valore stesso diventa una sciocchezza in quelle del mediocre». Su queste basi di rigoroso razionalismo Füssli eresse il suo monumento alla dignità e all'essenzialità dell'arte." (dallo scritto di Claudio Strinati)
19,00

I quaderni dell'anima

Edvard Munch

Libro: Copertina morbida

editore: Nuova Editrice Berti

anno edizione: 2020

pagine: 102

Alla sua morte, Edvard Munch lascia alla città di Oslo un patrimonio di quadri, disegni e incisioni. Tra questi materiali ci sono anche numerosi manoscritti che gli studiosi del Museo Munch stanno digitalizzando e traducendo dal norvegese all'inglese. Riuniti qui, gli appunti definiti dallo stesso Munch "Quaderni dell'anima": annotazioni sparse che come tessere di un mosaico ricostruiscono pezzo dopo pezzo il credo estetico di un artista unico, difficile, a tratti respingente.
12,00

Gestualità leonardesca. Tra teologia cristiana e virtus pagana: la Vergine delle rocce e la Lucrezia romana di Marco D'Oggiono

Alessandro Rossi

Libro: Copertina morbida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2020

pagine: 318

Esiste una relazione sotterranea che l'attiguità storica e stilistica fra due o più opere dissimula e veicola. Per coglierla è necessario pensare che ciò che nasconde svela e che ciò che svela nasconde, ovvero che l'aspetto storico della ricerca nasconde e svela quanto di archetipico la storia stessa racchiude. Lo nasconde perché alla storia in quanto disciplina non è metodologicamente concesso di andare oltre i propri confini epistemologici e di conseguenza essa ignora tutto ciò che le è (apparentemente) estraneo. Al tempo stesso, non potendo nulla essere estraneo alla storia, essa non può che veicolare e svelare ciò che già comprende in sé. Tale svelamento può compiersi attraverso un "montaggio" che permette un relazionarsi di dati storici e stilistici in grado di fare dialogare le opere su un piano più profondo, strutturale, antropologico. Due dipinti di Marco d'Oggiono, la "Vergine delle rocce" e la "Lucrezia romana", firmati in greco sul verso, costituiscono un significativo caso studio rinascimentale su cui esercitare un tipo di storia dell'arte antropologicamente orientata. Prefazione di Claudia Cieri Via.
26,00

Intuizione e intelletto. Nuovi saggi di psicologia dell'arte

Rudolf Arnheim

Libro: Copertina morbida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2020

pagine: 372

Quello tra intuizione e intelletto è il principale binomio a essere articolato in diverse forme nei saggi qui raccolti. Il filo rosso che li lega è un confronto tra la psicologia e la psicologia dell'arte, ovvero tra l'attuale psicologia dei processi cognitivi e una psicologia sviluppata tenendo fede ai principi teorici e metodologici di Rudolf Arnheim. Tale confronto, mentre contribuisce all'analisi di diversi tipi di arte, può servire anche a comprendere meglio la psicologia scientifica e le difficoltà in cui da sempre si dibatte.
24,00

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