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Arti: argomenti d'interesse generale

Memestetica. Il settembre eterno dell'arte

Valentina Tanni

Libro: Copertina morbida

editore: Produzioni Nero

anno edizione: 2020

pagine: 247

Nel XXI secolo l'arte è diventata una faccenda strana, persino più strana di quanto lo fosse nel Novecento. L'avvento di Internet, la diffusione delle nuove tecnologie e l'ascesa dei social network hanno stravolto il nostro universo visivo a furia di gif animate, ritocchi su Photoshop e pratiche appropriazioniste di ogni genere e grado. Troll, youtuber e instagrammer fai-da-te ci stanno lasciando in eredità un insieme di pratiche e di estetiche che richiamano alla memoria i precetti delle avanguardie storiche, allegramente distorti in una chiave weird, selvaggia e disinibita. E allora in che modo l'arte che ancora troviamo nei musei e nelle gallerie è stata capace di rispondere a un tale contrappasso? Ma soprattutto: e se in futuro i manuali di storia dell'arte riportassero non le opere di qualche artista-genio ottocentesco, ma i meme di anonimi user nascosti dietro pseudonimi improbabili? In questo libro, Valentina Tanni ripercorre la strada che ci ha portato «da Marcel Duchamp a TikTok», tratteggiando i contorni di un sentiero tra i più affascinanti, e a tratti disturbanti, del tempo presente.
18,00

Visione e disegno

Roger Fry

Libro: Copertina morbida

editore: ABSCONDITA

anno edizione: 2020

«L'emozione estetica è infinitamente lontana da quei valori etici in cui Tolstoj avrebbe voluto confinarla, e sembra essere lontana dalla vita reale e dalle sue utilità pratiche, come la più inutile teoria matematica. Si può soltanto dire che quelli che la provano sentono che essa possiede una qualità peculiare di "realtà" che la rende una questione di enorme importanza nella vita. Ogni tentativo che facessi per spiegare questo fatto mi condurrebbe probabilmente nelle profondità del misticismo. Sull'orlo di questo abisso mi arresto».
23,00

Aprire Venere. Nudità, sogno, crudeltà

Georges Didi-Huberman

Libro: Copertina morbida

editore: ABSCONDITA

anno edizione: 2020

«Ripensare la nudità oltre gli abiti simbolici di cui si riveste il nudo nella rappresentazione? Ciò significa in primo luogo accostarsi a quella fenomenologia del "contatto mascherato" che Freud richiama giustamente come rovescio bifronte - tocco di Eros e tocco di Thanatos - di ogni idealizzazione, di ogni difesa psichica contro l'attacco, in noi, dei cosiddetti processi "primari". Occorre dunque trovare nella Venere stessa la traccia di questo "snodo dissimulato", inquietante, in cui il tocco di Thanatos si sposa a quello di Eros: passaggio impercettibile, e nondimeno straziante, in cui l'"essere toccati" (essere commossi dalla bellezza pudica di Venere, vale a dire essere attirati e quasi carezzati dalla sua immagine) diviene "essere colpiti" (ovvero essere feriti, "essere aperti" dal negativo che appartiene a quella stessa immagine). Qui nudità fa rima con desiderio, ma anche con crudeltà. Georges Bataille non è molto distante, probabilmente, ma Botticelli? Cercare un simile "lavoro del negativo" o simili "somiglianze crudeli" non vuol dire anche reinventare Venere?».
19,00

Vita e morte dell'immagine. Una storia dello sguardo in Occidente

Regis Debray

Libro: Copertina morbida

editore: MAGONZA

anno edizione: 2020

pagine: 332

«C'è stata "magia" finché l'uomo sotto-equipaggiato dipendeva dalle forze misteriose che lo annientavano. C'è stata "arte", successivamente, quando le cose dipendenti da noi sono diventate almeno altrettanto numerose di quelle indipendenti. Il "visivo" è iniziato da quando abbiamo acquisito poteri sufficienti sullo spazio, sul tempo e sui corpi, da non temerne più la trascendenza». Régis Debray traccia una storia dell'immagine e dello sguardo in Occidente, del suo potere inesauribile, individuando tre diverse "ere", attraverso gli strumenti della filosofia e della storia, dell'antropologia e dell'archeologia. Dal legame originario con la morte e con l'assenza fino al nuovo tempo della videosfera e del digitale, l'autore rilegge il ruolo dell'immagine e del suo tramite: «La storia dell'"arte" deve qui farsi da parte, dinnanzi alla storia di ciò che l'ha resa possibile: lo sguardo che noi posiamo sulle cose che rappresentano altre cose». Introduzione di Marco Pierini.
25,00

Il taccuino dell'intellettuale. Disegno e narrazione nell'opera di John Berger

Lorenzo Mari

Libro: Copertina morbida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2020

pagine: 192

Tra le varie arti esplorate dal "talento plurale" di John Berger nel secondo Novecento e nei primi anni del nuovo millennio, il disegno occupa sicuramente un posto di rilievo. Da sempre presente nella poetica dell'autore, il rapporto tra disegno e narrazione emerge con particolare forza nell'ultima fase della sua produzione, in Why Look at Animals?, From A to X e Bento's Sketchbook. Questo intreccio intermediale permette non soltanto di rilevare come la pratica del disegno sia stata parte costitutiva della questione dello sguardo che ha appassionato John Berger e il suo pubblico da Ways of Seeing (1972) in poi, ma anche di approfondire la portata specifica dell'intervento culturale e politico dell'autore. Nel riflettere sulla sua figura di artista e storyteller, non ci si può dunque esimere dal pensare a John Berger nei termini di un "intellettuale con il taccuino", quale rappresentazione emblematica di un laboratorio critico e creativo che è sempre stato e resta a tutt'oggi aperto.
16,00

Viceversa. Il mondo visto di spalle

Eleonora Marangoni

Libro: Copertina morbida

editore: Johan & Levi

anno edizione: 2020

pagine: 160

Che siano solitarie o in compagnia, ignare o consapevoli di essere guardate, ribelli o ironiche, candide o sensuali, le figure di schiena parlano una lingua che ci affascina, e sono presenza costante nella storia dell'arte. La prima a voltarci le spalle è stata, in età romana, la Flora di Stabia, ponte simbolico tra il mondo di profilo degli antichi egizi e la pittura italiana del Trecento, epoca in cui i soggetti di schiena fanno la loro comparsa. Ricorrenti nel corso del Rinascimento perlopiù come parte di scene collettive, diventano protagonisti nel Seicento, grazie alla pittura fiamminga. E se in Giappone le geishe da tempo immemore nascondono il volto lasciando scoperto il collo, chiave d'accesso all'intimità carnale, è nell'Ottocento che in Occidente l'inquadratura sulla nuca comincia a stringersi, fino a diventare Leitmotiv pittorico e letterario pari a quello delle Rückenfiguren, icone della contemplazione romantica. Nel Novecento il mondo visto da tergo offre visioni eccentriche e dirompenti e propone un nuovo punto di vista sull'arte e i suoi spettatori. Eleonora Marangoni ha scelto le sue figure di schiena attraverso i secoli, mescolando letteratura e fotografia, cinema e pittura, video art e fumetto. Di queste presenze, che accosta per associazione o isola nella loro iconicità, evoca il carattere simbolico e la cifra poetica, per mostrarci come il potere di tali immagini nasca da quello che non dicono, dall'inesauribile esercizio dell'immaginazione che sono capaci di innescare.
25,00

Leggere le copie. Critica e letteratura artistica in Europa nella prima età moderna (XV-XVIII secolo)

Libro: Copertina morbida

editore: Artemide

anno edizione: 2020

pagine: 296

L'analisi del fenomeno della copia e della riproducibilità artistica è un argomento di crescente interesse nel contesto degli studi storici più recenti volti a recuperarne quei valori e significati a lungo negati dalla critica del Novecento. Il volume si propone di inquadrarne il ruolo nelle arti figurative della prima età moderna dal punto di vista delle fonti testuali, dalla storiografia artistica alla trattatistica tecnica, tra primo Umanesimo e Illuminismo. Lo sguardo proposto mira a leggere copie e riproduzioni ponendo a confronto le riflessioni nell'ambito specifico della letteratura artistica con quelle offerte dalle altre discipline umanistiche, dalla letteratura antica e moderna, alla teoria dell'architettura, e al contempo mira a ricontestualizzare e a restituire le riflessioni critiche e materiali sulla copia tra Italia, Spagna e resto d'Europa, indagando anche fonti e casi di studio sino ad oggi meno noti.
30,00

Teoria del lavoro reputazionale. Saggio sul capitalismo artistico

Vincenzo Estremo

Libro: Copertina morbida

editore: Milieu

anno edizione: 2020

La rivoluzione informatica ha segnato in maniera evidente la vita contemporanea, conducendo l'umanità verso un radicale ripensamento del concetto di lavoro. I soggetti, per la prima volta nella storia, diventano a loro volta prodotto finito e valore aggiunto del ciclo produttivo. Un processo in cui il lavoro ha subito una riconversione da professionale a reputazionale. Più che entrare nell'era della 'fine del lavoro', ci si sta avviando verso una trasformazione virtuosa e artistica del lavoro stesso. Il sistema dell'arte contemporanea diventa il campo di ricerca all'interno del quale prende corpo un'analisi che mostra il modo in cui le emozioni di quello stesso sistema, contribuiscono allo sviluppo del tardo capitalismo. Teoria del lavoro reputazionale guarda ai modi in cui le entità instabili dell'arte hanno anticipato tendenze di sfruttamento e autosfruttamento, denunciando i legami tossici e coercitivi tra il sistema capitalistico e il mercato del lavoro. Da un punto di vista strutturale, il libro affronta attraverso la prospettiva dell'arte contemporanea, alcune tematiche sensibili delle società ad alto tasso di ingerenza digitale: dalla questione della nuova temporalità del lavoro, alla necessaria connivenza con i media, alla condizione di effimerità fino alla dimensione depoliticizzata dei movimenti di protesta. Un libro che pur non offrendosi sistematicamente ad analisi di tipo sociale, guarda dall'interno le avanguardie di sfruttamento di una nuova leva di lavoratori. Un saggio atipico in cui l'osservazione dei meccanismi di responsabilizzazione dei lavoratori e autolegittimazione artistica, fa il paio con delle riflessioni sulla perdita di potere contrattuale in una nuova e sempre più frastagliata lotta di classe.
15,90

L'arte del falso

Noah Charney

Libro: Copertina morbida

editore: Johan & Levi

anno edizione: 2020

pagine: 293

È il 1947 e Han van Meegeren è sotto processo per alto tradimento: accusato di aver venduto durante la guerra un pezzo del patrimonio culturale olandese al gerarca nazista Hermann Göring, rischia l'esecuzione capitale. Il "Vermeer" in questione l'ha dipinto lui, ma nessuno gli crede. Per dimostrarlo, gli viene chiesto di eseguirne una copia lì, seduta stante. La risposta sprezzante di van Meegeren non si fa attendere: «In tutta la mia carriera non ho mai dipinto una copia! Ma vi dipingerò un nuovo Vermeer. Vi dipingerò un capolavoro!». Le motivazioni che spingono una mano così ingegnosa a commettere questo genere di crimine sono le più svariate, ma il livore nei confronti dell'establishment artistico o la sfida verso i cosiddetti occhi esperti sono un motore di gran lunga più potente della mera speculazione. Se imitare le opere dei grandi maestri è stata per lungo tempo una consuetudine, alcuni hanno continuato a farlo per semplice diletto o per il gusto di provocare, con l'autocompiacimento tipico di chi si misura con i giganti della storia dell'arte. Noah Charney ci scorta in un'avventurosa spedizione tra storia, psicologia e scienza, alla scoperta dei drammi e degli intrighi che circondano le vicende dei più famosi falsi d'arte: dalle "copie non originali" di Dürer a opera di Marcantonio Raimondi alla coppa in oro del maestro orafo Reinhold Vasters finita al Metropolitan con la firma di Benvenuto Cellini, fino alle imprese di Wolfgang Beltracchi, vero e proprio mago della truffa che ha prodotto una quantità incalcolabile di capolavori contraffatti diventando addirittura protagonista di un documentario di successo. Il pubblico, del resto, rimane sempre affascinato da questi loschi personaggi, tanto che i criminali spesso passano per eroi. Dotati di un fascino oscuro, consumati dalla hybris di riscrivere la storia, i falsari creano inganni perfetti per dimostrare di essere geniali. E in molti casi lo sono davvero.
30,00

Grammatica storica delle arti figurative

Alois Riegl

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2020

pagine: 432

In una civiltà come quella attuale in cui, come scrive Sergio Bettini, "l'esistere prevale sull'essere anche nella struttura dei linguaggi artistici il "tempo" prevale sullo "spazio", l'"espressionismo" prevale sull'"impressionismo", le arti "industriali" o applicate, e l'architettura, prevalgono sulla scultura delle "statue" e sulla pittura dei "quadri". La differenza classica tra grande arte e arti minori si attenua fino a scomparire, in un'epoca che invoca più che mai categorie adeguate per essere in grado di comprendere se stessa, i contributi degli storici dell'arte della Scuola di Vienna e in particolare del suo esponente centrale Alois Riegl (1858-1905) restano tuttora un patrimonio pressoché intatto. In questo studio si affronta il senso del processo artistico sulla scorta del confronto dell'uomo con la natura, dove però non si tratta di imitare la natura, ma di competere con essa e migliorarla. In questo quadro - che varia nel tempo e in base al quale sono rilette tutte le epoche della storia dell'arte dall'antichità alla modernità - egli identifica una serie di "elementi" costanti per cui storicamente l'opera d'arte si costituisce come tale (fine, materia prima, tecnica, motivo, relazione forma-superficie) e che, come nella struttura delle lingue storiche, si declinano in maniera diversissima a seconda delle necessità espressive che il tempo e il luogo richiedono.
25,00

Il potere del centro

Rudolf Arnheim

Libro: Copertina morbida

editore: ABSCONDITA

anno edizione: 2020

pagine: 245

«Questo lavoro nasce da un'unica idea, ossia che la nostra visione del mondo si fonda sull'interazione fra due sistemi spaziali, che possiamo definire cosmico e periferico. Sappiamo che la materia si organizza cosmicamente attorno a centri il più delle volte caratterizzati da una massa dominante. Entro l'immensità dello spazio astronomico le galassie ruotanti e i sistemi solari o planetari creano tali schemi centralizzati, e nell'ambito microscopico lo stesso accade per gli atomi, con gli elettroni che orbitano attorno al nucleo. Persino nel mondo della nostra esperienza diretta la materia organica e inorganica possiede una libertà sufficiente ad assecondare una tale inclinazione, configurandosi in strutture simmetriche attorno a un punto, a un asse, a un piano centrale. Anche la mente umana concepisce forme centriche, e i nostri corpi compiono danze intorno a un centro».
25,00

Arte e poststoria. Conversazioni sulla fine dell'estetica e altro

Demetrio Paparoni, Arthur C. Danto

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2020

pagine: 144

Demetrio Paparoni e Arthur Danto hanno condiviso un marcato interesse per l'arte astratta degli anni Novanta. La loro amicizia li ha portati anche a intrattenere un ricco epistolario e a registrare conversazioni che sono all'origine dei testi qui pubblicati. Questi dialoghi, che nelle intenzioni degli autori avrebbero dovuto costituire il punto di partenza per un libro, si sono interrotti un anno prima che Danto venisse a mancare, all'età di 89 anni. La loro pubblicazione ora, a distanza di anni dalla scomparsa di «uno dei critici d'arte più letti dell'era postmoderna» (New York Times), si deve innanzi tutto al fatto che le questioni che vi sono dibattute abbracciano temi ancora oggetto di interrogazione nel panorama artistico-filosofico odierno. Spaziando dalla pop art americana al minimalismo, dall'astrazione all'appropriazionismo, gli argomenti trattati toccano, infatti, il nucleo centrale del pensiero di Danto: quei concetti di poststoria e di fine dell'estetica che hanno orientato, e continuano a orientare, la discussione sul senso e sul destino dell'arte contemporanea. Attraverso anche il prezioso contributo di Mimmo Paladino e di Mario Perniola, queste conversazioni, così ricche della spontaneità propria del dialogo, aiutano in tal modo a comprendere meglio gli sviluppi dell'arte attuale. Il saggio introduttivo di Paparoni è una chiara esposizione e una lucida analisi del pensiero di Danto, intriso di considerazioni che mettono in luce la visione dell'arte che contraddistingue il pensiero del critico italiano.
20,00

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