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Economia

La riparazione del capitalismo democratico. Nuovi modelli nazionali e architettura internazionale

Carlo Pelanda

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2021

pagine: 176

Tutte le democrazie, pur a diversi gradi, mostrano segni di crisi dovute alla tendenza regressiva del capitalismo di massa e sua speranza. I dati mostrano una tendenza alla polarizzazione sul piano della ricchezza socialmente diffusa e un aumento delle quantità di impoveriti e poveri. Tale situazione, al netto delle crisi e rimbalzi contingenti dell'economia tecnica, appare causata dall'inadeguatezza dei modelli nazionali. La configurazione con forti garanzie redistributive ha un peso che soffoca la creazione della ricchezza. Quella con insufficienza delle garanzie stesse per far accedere più individui alle opportunità economiche ha un difetto selettivo. L'ipotesi è che serva un'innovazione sul piano dei modelli nazionali di welfare. Inoltre, serve un'innovazione/strutturazione dell'architettura politica del mercato internazionale che permetta ad ogni singola nazione democratica di ottenere un plus di ricchezza dalla sua apertura economica e al complesso delle democrazie un equilibrio stabile. Il libro contiene proposte precise per tali innovazioni, in particolare: la transizione dal welfare redistributivo o da quello con garanzie insufficienti ad un nuovo tipo di "welfare di investimento" adattabile ad ogni nazione democratica e la formazione di un mercato globale ad integrazione crescente tra democrazie. Tale proposta di riforma sia interna sia internazionale delle nazioni del capitalismo democratico si basa su un nuovo principio/standard delle "sovranità convergenti e reciprocamente contributive". L'autore propone che tali innovazioni, calibrate sul piano del realismo (geo)politico, possano contribuire ad una strategia di riparazione del capitalismo democratico che ripristini la sua missione di ricchezza di massa progressiva, anche rafforzando le democrazie sfidate dal capitalismo autoritario.
16,00

Penso con le mani. Ovvero un vile meccanico incontra Gödel

Franco Galloni

Libro: Copertina morbida

editore: Pgreco

anno edizione: 2021

pagine: 396

Nell'epoca in cui le scienze esatte sono la nuova religione dell'umanità, ha ancora senso interrogare le scienze umane? Potrebbero davvero dirci qualcosa in più del mondo o, forse, da una migliore prospettiva? In realtà le scienze - siano esse biologia, fisica, chimica, psicologia o antropologia - e le loro rispettive scoperte empiriche, non fanno altro che dissolversi in frammenti. Gli scienziati disperano che possa darsi una teoria generale della scienza e si rifugiano nell'empirismo, nel quale tutti i tentativi di formare una visione del mondo generale sono abbandonati; o ancora nello specialismo in cui tutto il mondo è ridotto alla particolare teoria specialistica della scienza con la quale il teorico è in pratica impegnato. Franco Galloni, in questo libro, partendo dalla constatazione che la scienza, in fondo, si dissolve in anarchia, mostra come l'unico vero metodo che possa essere sostenuto e difeso sia il materialismo storico, l'unico in grado di abbracciare l'intera realtà. Esso si propone come autentica comprensione della realtà che nasce nella stessa prassi e come teoria rivoluzionaria perché, collocandosi al loro interno, comprende i fenomeni e ne promuove la trasformazione.
24,00

Criptovalute e dichiarazione dei redditi

Gilberto Chiari, Francesco Paolo Fabbri, Alberto Ferrari, Maurizio Nadalutti

Libro

editore: Maggioli Editore

anno edizione: 2021

pagine: 102

Le criptovalute sono sempre più oggetto d'interesse e rappresentano uno di quei casi in cui il diritto rincorre l'evoluzione tecnica. In Italia il fenomeno risulta regolato solo parzialmente dalla disciplina antiriciclaggio, la quale definisce le valute virtuali "la rappresentazione digitale di valore, non emessa né garantita da una banca centrale o da un'autorità pubblica, non necessariamente collegata a una valuta avente corso legale, utilizzata come mezzo di scambio per l'acquisto di beni e servizi o per finalità di investimento e trasferita, archiviata e negoziata elettronicamente". Si tratta di una definizione che, a parere degli autori, coglie nel segno in quanto riconosce la rilevanza delle criptovalute come mezzo di scambio e non di pagamento ed individua la natura, attualmente più rilevante, di strumento di investimento. In questo scenario il testo, dopo un'analisi del fenomeno criptovalute e blockchain e degli altri elementi che intorno a questo gravitano come i token, le Initial Coin Offering (ICO) e la finanza decentralizzata (DEFI), si focalizza sui suoi risvolti applicativi all'interno del mondo tributario. Nel libro si analizzano gli aspetti civilistici e fiscali sia in capo alle società, e quindi l'esposizione in bilancio e la rilevanza ai fini IVA, sia in capo alle persone fisiche dando evidenza del calcolo della plusvalenza e del monitoraggio fiscale. Infine vengono forniti esempi pratici di compilazione dei quadri RT ed RW e la raccolta della normativa di riferimento.
19,00

I rivoluzionari marginalisti. Come gli economisti austriaci vinsero la Battaglia delle idee

Yanek Wasserman

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2021

pagine: 338

Nell'epoca fra le due guerre, emerge a Vienna una nuova generazione di economisti che trasforma le teorie marginaliste di Carl Menger, e di altri studiosi della seconda metà dell'Ottocento, in una visione generale della società e dell'agire umano. Marginalisti rivoluzionari, Ludwig von Mises, Joseph Schumpeter, Hans Mayer e poi Friedrich von Hayek, Gottfried Haberler e Oskar Morgenstern propugnano un "neoliberalismo" radicale in aperto conflitto con ogni ipotesi collettivista e socialista. Negli anni Trenta, emigrano in gran numero da un'Europa in balia del fascismo e, a partire da allora, nelle patrie di adozione, diventano rispettati teorici politici ed esperti di politica economica. Dopo la Seconda guerra mondiale alimentano importanti think thank, la rand Corporation, la Mont Pelerin Society, il Gruppo dei Trenta e, negli anni Settanta, capeggiano il contrattacco conservatore all'economia keynesiana, aprendo le porte alla «fede nella globalizzazione, nei liberi mercati, nello Stato di diritto, nell'imprenditorialità e nel neoliberalismo che caratterizza la nostra epoca». Il successo è tale che le idee austriache, di Hayek e di Mises in particolare, raggiungono non soltanto i fautori di un libertarismo estremo, ma anche - ed è uno di quegli eclatanti paradossi che la Storia spesso riserva - i gruppi populisti radicali. Come un piccolo collettivo di studiosi dell'alta borghesia centroeuropea abbia esercitato un potere simbolico simile, vincendo la battaglia delle idee non soltanto per il governo dell'economia, ma della società in generale, è l'argomento di questo libro, che costituisce «la prima storia intellettuale critica della Scuola austriaca dalle origini ai giorni nostri». Una storia che parte dalla Vienna fin-de-siècle, con la sua vivace cultura dei caffè per far emergere il quadro di un collettivo che aveva assunto a regola di vita il motto di Hayek: «Nessuno può essere un grande economista, se è solo un economista».
28,00

Il Mezzogiorno nell'economia italiana. Dall'Unità alle prospettive contemporanee

Nicola Acocella

Libro: Copertina morbida

editore: Carocci

anno edizione: 2021

pagine: 156

Il libro fa il punto sul problema del Mezzogiorno, indagando l'evoluzione della sua economia e società dal dominio borbonico ai nostri giorni, non soltanto attraverso il consueto indicatore del reddito (e, quindi, della sua crescita relativa nel tempo), ma anche tenendo conto di quelle grandezze che vanno aggiunte al reddito per configurare l'indice di sviluppo umano, ossia la longevità e il grado di alfabetizzazione della popolazione. Il testo considera anche altri aspetti imprescindibili della realtà meridionale, quali la criminalità organizzata e il clientelismo, indicatori o cause dello scarso spirito cooperativo che costituisce una delle remore maggiori al progresso del Sud Italia. L'analisi si rivolge poi ai fattori sottostanti la sua evoluzione ed evidenzia sia alcune politiche inefficaci sia altre che potrebbero concorrere allo sviluppo del Mezzogiorno e, con esso, dell'intero paese.
15,00

La storia non è finita. Dalle origini del capitalismo alle varianti occidentale e orientale

Giorgio Arfaras

Libro: Copertina morbida

editore: GUERINI E ASSOCIATI

anno edizione: 2021

pagine: 160

La Cina ormai «risorta» accetta molti degli insegnamenti occidentali in campo economico, ma rigetta quelli politici. Il Partito è l'Imperatore che controlla tutto. La combinazione del Partito-Imperatore con un'economia di mercato ha un nome: capitalismo politico. Agli inizi degli anni Novanta, sembrava che la Storia stesse per giungere a una conclusione: con la caduta dell'Unione Sovietica veniva a imporsi l'ordine liberale, una combinazione di democrazia parlamentare e di mercati liberi. La grande contrapposizione tra liberalismo occidentale e socialismo orientale veniva meno, e il mondo pareva essere finalmente diventato una realtà globale, sancendo quella che Fukuyama avrebbe poi definito la «fine della storia». Qualche decennio dopo, però, a est si sono affermate le autocrazie e il comunismo veniva rimpiazzato in Cina da un capitalismo «politico», che ha presto generato imitazioni nei Paesi limitrofi. A occidente, invece, il capitalismo interventista del Secondo dopoguerra e la sua forma evoluta, il neoliberismo, si stavano fondendo fino a far fronte comune alla crisi innescata dal Coronavirus. Così, abbiamo oggi due sistemi politici - le democrazie e le autocrazie - e tre sistemi economici - il capitalismo combinato a occidente, quello politico e quello dei «compari» ad oriente e nel resto del mondo. La democrazia è fiorita nel Secondo dopoguerra in un numero sempre maggiore di Paesi. Che cosa accadrebbe, però, se quelli autocratici, già affermati politicamente, continuassero a crescere in campo economico?
18,50

Il mercato non basta. Dieci lezioni per il mondo dopo la pandemia

Fareed Zakaria

Libro: Copertina morbida

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2021

pagine: 304

Il virus, per il momento, ha ridotto drasticamente i nostri orizzonti. Ogni giorno i nostri movimenti sono limitati. Lavoriamo da casa, dobbiamo mantenere la distanza dagli altri, siamo separati da amici e famigliari. Per la prima volta facciamo esperienza della solitudine. È difficile guardare al futuro in un momento nel quale la nostra sicurezza economica, le libertà personali e la nostra salute sono precarie come non lo erano mai state. E c'è un senso crescente di disgregazione globale. Nell'anno in cui la democrazia statunitense è stata in bilico, in tempo reale Zakaria ha costruito una mappa del nostro futuro, perché una cosa è sicura: è già cominciato. Il Covid-19 non ha stravolto il mondo che conosciamo, piuttosto sta accelerando processi che già erano in atto. Le contraddizioni si spalancano, le soluzioni da perseguire diventano più chiare. L'eredità della pandemia sarà dolorosa, turbolenta e tutt'altro che uniforme tra i diversi Paesi. Siamo già entrati in un mondo nuovo, ma è un mondo più difficile da ordinare di quello che conosciamo, soprattutto se vogliamo renderlo più giusto. Abbiamo bisogno di liberarci dei dogmi del neoliberismo sfrenato, che hanno impoverito lo stato sociale e ci hanno fatto trovare impreparati di fronte alla calamità della pandemia. D'altra parte, oggi siamo tutti più connessi. La corsa al 5G, l'economia digitale globale, l'autorità decrescente degli Stati Uniti: queste trasformazioni sono state accelerate dal coronavirus e sono destinate a portare una rivoluzione nella nostra vita in comune e nelle istituzioni, nei nostri valori, nei nostri desideri e nelle nostre priorità personali - probabilmente per sempre. Un'analisi che tiene assieme la politica, l'economia e la tecnologia per costruire una visione di questo futuro, che già oggi è la nostra nuova realtà.
20,00

Economia rock. Il mercato, la crisi, il lavoro e la disuguaglianza sociale spiegati a chi ama la musica

Alan B. Krueger

Libro: Copertina morbida

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

anno edizione: 2021

pagine: 420

La musica è un linguaggio potente e universale, capace di attraversare barriere geografiche, politiche e sociali per parlare a ciascuno di noi. Riesce a tenerci compagnia, a regalarci un sorriso o una stretta al cuore, talvolta può persino cambiarci la vita. Ma non è solo questo: è anche un grande mercato, una forza trainante dell'economia e, in fin dei conti, un lavoro per decine di migliaia di persone. Oltretutto, è stato uno dei primi settori a doversi scontrare con le grandi innovazioni tecnologiche degli ultimi anni. Musicisti, cantanti, produttori, manager, tecnici del suono: ciascuno di loro, a tutti i livelli, ha visto cambiare il proprio mestiere con l'arrivo del digitale e dei servizi di streaming, legati a doppio filo alle complesse norme su proprietà intellettuale e royalties. Non a caso, persino per superstar del calibro di Paul McCartney il grosso degli incassi viene ormai dalle performance live anziché dalle vendite discografiche. Unendo prosa immediata, approccio diretto e un'enorme mole di interviste, Alan Krueger riesce a portare il lettore dietro le quinte di questo showbusiness, raccontando il mondo della musica con il piglio dell'appassionato e la competenza dell'economista di primo livello. Come funziona l'industria musicale? Chi guadagna? Quanto? E come? Ma, soprattutto: cosa può insegnarci questo universo sul mondo del lavoro e dell'economia più in generale? Sulla crisi passata e odierna, sulle difficoltà di impiego, sulle disuguaglianze sociali e sul modo per superarle? Per citare Tito Boeri, «Alan Krueger e stato per la nostra generazione un Keynes moderno, l'esempio di come un grande economista possa mettere la propria intelligenza a disposizione di chi deve prendere decisioni che condizionano il benessere di milioni di persone». O, in questo caso, a disposizione di chi vuole capire meglio la musica, e il mondo attraverso di essa.
13,00

Bikeconomy. Viaggio nel mondo che pedala

Gianluca Santilli, Pierangelo Soldavini

Libro: Copertina morbida

editore: Egea

anno edizione: 2021

pagine: 192

Mai come oggi il mondo delle due ruote rappresenta non sono un imprescindibile volano di sviluppo economico e turistico, ma anche il mezzo attorno a cui ripensare le nostre città per favorirne la mobilità interna. La bicicletta è diventata il pilastro insostituibile di una nuova economia, con un giro d'affari che in Italia sfiora gli 8 miliardi di euro all'anno, e di un nuovo modo di vivere la città, più sostenibile e a misura d'uomo. Soprattutto in Italia, le due ruote rappresentano un'incredibile occasione sia per rilanciare il turismo interno e dei piccoli borghi, sia per favorire l'innovazione dei prodotti e dei materiali, da sempre fiore all'occhiello del Made in Italy. Vecchia di duecento anni, la bicicletta sta dunque attraversando una fase di profonda evoluzione e si sta rivelando lo strumento ideale per rispondere alle sfide del presente e dell'immediato futuro, ancora di più dopo l'emergenza pandemica. Dopo il successo della prima edizione, il libro si presenta arricchito di moltissime parti tra cui un capitolo interamente dedicato alle nuove città e alla nuova organizzazione urbana, ripensate all'insegna della prossimità.
20,00

Mezzogiorno, con gioia!

Luca Meldolesi

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2021

pagine: 284

Questo libro è scaturito da una lunga vicenda. Nel 1976 un noto economista, Tibor Scitovsky, pubblicò The Joyless Economy (L'economia senza gioia) riferendosi al consumismo delle nostre società occidentali. Pur apprezzando tale contributo, Albert Hirschman sostenne in seguito (nel 1982) che siamo immersi effettivamente in mutevoli coinvolgimenti (Shifting Involvements) - tra felicità privata e felicità pubblica. E per il nostro Sud cosa si può dire? - mi domandai. Scrissi così Mezzogiorno, con gioia (1990) mettendo l'accento sul piacere di individuare e perseguire alacremente politiche economiche pratiche e democratiche a favore del Meridione operoso che rappresenta, comunque, la grande maggioranza del Sud italiano. A trent'anni di distanza pubblico di nuovo quel titolo (con l'aggiunta d'un punto esclamativo) per una raccolta di scritti degli anni Novanta costruiti per gradi con l'ausilio di allievi e collaboratori. Perché, alla vigilia di scelte decisive come quelle attuali, penso che quei saggi contengano indicazioni chiave di orientamento per la messa in pratica migliore possibile dei nostri desiderata: per un Mezzogiorno molto più.
18,00

Favolosa economia

Luciano Canova

Libro: Copertina morbida

editore: HarperCollins Italia

anno edizione: 2021

pagine: 288

Dell'economia si parla spesso, quasi sempre, sui giornali, nelle trasmissioni politiche, su internet, al bar. E viene per lo più vista come una scienza triste e punitiva. Ma è davvero così? "Favolosa economia" vuole innanzitutto sgombrare il campo da questo malinteso, dimostrando che in realtà è una materia esaltante. Per farlo Luciano Canova, economista che si occupa in particolar modo di qualità della vita e felicità, ha deciso di addentrarsi nel magico mondo dell'economia attraverso un immaginario insolito ma comune a tutti noi: quello delle favole e dei miti, di ieri e di oggi! Spiegare le politiche monetarie della Banca Centrale attraverso Alice nel Paese delle Meraviglie? Le scelte di investimento della matrigna di Cenerentola? I bias cognitivi di Cappuccetto Rosso, il debito pubblico con l'astronave "Morte Nera" di Guerre Stellari e le spese dell'Impero per mantenerla? E, ovviamente, i cosiddetti paesi PIIGS attraverso i tre porcellini? Si può! Anzi, si deve! Con ironia, intelligenza e competenza, Luciano Canova fa capire a tutti cos'è lo spread, e, tra teoria e pratica, dà tanti consigli utili a chi legge il libro.
15,00

Porte aperte. L'economia mondiale dal 1945 a oggi

Thomas W. Zeiler

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2021

pagine: 272

In questo saggio, che incrocia esemplarmente storia, geopolitica ed economia, Thomas W. Zeiler ricostruisce la genesi e l'evoluzione dell'interdipendenza economica globale sottolineando il decisivo ruolo svolto dagli Stati Uniti nel promuovere un sistema commerciale, di investimenti e transazioni aperto e interconnesso (il «regime americano della open door»), che si sarebbe rivelato la vera e propria anticamera della globalizzazione economica contemporanea. Si trattò di una politica variamente intrecciata alla strategia americana dell'epoca della guerra fredda, finalizzata a consolidare la potenza economica degli alleati occidentali di contro alle nazioni del blocco sovietico, anche se talvolta i due obiettivi - economico e geopolitico -si dimostrarono tutt'altro che compatibili. Infatti, mentre la guerra fredda favoriva la divisione del globo in blocchi, le forze economiche mondiali dopo il 1945 stavano convulsamente premendo in direzione opposta. Se la liberalizzazione delle pratiche commerciali portò al rilancio economico e politico di grandi potenze devastate dal secondo conflitto mondiale, altri paesi emergevano prepotentemente in virtù di essa, imponendosi ormai come agguerriti concorrenti dell'invincibile gigante americano.
22,00

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