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Letteratura teatrale

I due nobili cugini. Testo inglese a fronte

William Shakespeare

Libro: Copertina morbida

anno edizione: 2020

pagine: 304

Tragicommedia scritta a quattro mani con John Fletcher, I due nobili cugini (1613-14) rilancia il dramma storico all'antica ravvivandolo con elementi romanzeschi tipici del tardo Shakespeare. La favola classica, già nota al medioevo e trasformata da Chaucer nei Canterbury Tales in una storia di cavalleria, amicizia e amore cortese, ha per protagonisti i cugini Palamone e Arcite, eroici guerrieri tebani, amici inseparabili prima di diventare rivali in amore. Fatti prigionieri da Teseo, il duca di Atene, durante la sua spedizione contro Tebe, si innamorano della stessa donna e se la disputano in un torneo in armi chiamando in soccorso gli dei. Grazie al favore di Marte, che dà ad Arcite la vittoria delle armi, e di Venere, che assegna a Palamone la vittoria dell'amore, la contesa si chiude con il perdono e la riconciliazione tra i due amici. Ma senza lieto fine. «Mai la fortuna giocò partita più astuta: il vinto trionfa, il vincitore subisce il danno», commenta amaramente Teseo a proposito della sorte di Arcite, a cui sarà fatale dopo il duello una caduta da cavallo: agli uomini, trastullo degli dei, non è dato ribellarsi al destino ma solo accettarlo con dignità. Introduzione di Nemi D'Agostino.
10,00

La guerra di Troia non si farà. Dramma in due atti. Testo originale a fronte

Jean Giraudoux

Libro: Copertina morbida

editore: Robin

anno edizione: 2020

pagine: 224

Dramma politico e di conflitti generazionali, dramma familiare e di lotta tra i sessi, La guerra di Troia non si farà (1935) ci restituisce eroi e personaggi mitici con difetti e manie, frustrazioni e complessi, avvicinando il passato, allontanando il mito. Al centro del dramma, più dell'azione, la parola. Agile e apparentemente frivola, la conversazione in Giraudoux sostituisce il dialogo; il linguaggio svela caratteri e passioni, e tenta, tra impalcature retoriche e giochi verbali asserviti al potere, di cambiare la realtà. Forse, ci dice il drammaturgo, più che la bellezza, a salvare il mondo sarà un conversare brillante e insieme morale, guidato dallo spirito: forse, a salvare il mondo saranno l'attenzione e la gentilezza.
14,00

L'incerto fine. La peste, la legge, il teatro

Piermario Vescovo

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2020

pagine: 208

Il titolo "L'incerto fine" appartiene a Giovan Battista Andreini, che immagina una recita metateatrale "a soggetto" o "all'improvviso", di cui gli attori che la interpretano non conoscono l'esito. Il libro presenta un'idea di commedia, a partire dal fatto che una stessa radice etimologica accomuna fatum e fabula. Tre le vicende principali a cui esso si dedica: il "lieto fine" in rapporto all'«orrido cominciamento» nel segno della peste del Decameron, la conclusione di alcune commedie dello Shakespeare "italiano" - anzi del loro rapporto con Boccaccio, nel contrasto alla legge tragica di una "giurisprudenza comica" - e il contrapposto ritorno dell'inderogabilità del finale tragico nella finzione della rappresentazione "a soggetto" nella drammaturgia metateatrale di Pirandello.
12,50

Una cosa bella

Benedetta Carrara

Libro

editore: Divergenze

anno edizione: 2020

13,00

Theo. Storia del cane che guardava le stelle

Debora Benincasa

Libro

editore: SuiGeneris

anno edizione: 2020

pagine: 104

"Vi ricorderete di tutti noi, che non siamo mai stati al centro della Storia, mai i protagonisti, vi ricorderete delle spalle, dei maggiordomi, dei fratelli? Vi ricorderete mai di me? Il mio nome è Theo Van Gogh, ho trentaquattro anni, e sono un cane bastardo. La storia di Theo Van Gogh, il fratello, sostenitore e mercante d'arte che ha venduto soltanto un quadro di Vincent e che ha conservato tutte le lettere che gli ha inviato il fratello. È grazie anche a lui se adesso noi ammiriamo il giallo dei girasoli e il cielo stellato di Vincent Van Gogh."
10,00

Attraverso. Ediz. italiana e inglese

Chiara Muti

Libro: Copertina rigida

editore: Seipersei

anno edizione: 2020

pagine: 144

È proprio "Attraverso" lo sguardo sapiente della fotografa Silvia Lelli che sono raccolte in questo prezioso volume sei opere teatrali dirette dalla regista Chiara Muti: Sancta Susanna (Ravenna 2013), Orfeo ed Euridice (Montpellier 2013), Dido and Aeneas (Roma 2013), Manon Lescaut (Roma 2014), Le Nozze di Figaro (Montpellier 2016), Così fan tutte (Napoli 2018). Dall'introduzione del maestro Franco Lorenzo Arruga: "Le immagini di questo libro... nate dalla fantasia d'una regista impegnata a rendere tangibili le cose, le persone, le vicende pensate in altri giorni, strappate al tempo ed allo spazio del palcoscenico da una fotografa, rivissute e disposte sulle pagine, arrivano da una storia complessa e non si fermano: sono invenzioni, occasioni, segni affidati a chi le guarda perché non ne arresti il cammino. Così, Silvia Lelli e Chiara Muti offrono un contributo originale e ricco al teatro e alla concezione stessa della fotografia d'opera. Invitano a sentire ciò che si vive in palcoscenico, a ripensarlo, a cercare oltre."
38,00

La guerra dei Bepi

Andrea Pennacchi

Libro: Copertina morbida

editore: PEOPLE

anno edizione: 2020

pagine: 128

Dopo la pubblicazione di "Pojana e i suoi fratelli", primo libro di Andrea Pennacchi, People propone una sua seconda raccolta, che racchiude i monologhi e i testi che l'autore ha dedicato a suo nonno e a suo padre. Entrambi Bepi - il nonno si chiamava così, il papà scelse il nome del padre quando, da partigiano, andò sulle montagne -, coinvolti nella Prima e nella Seconda guerra mondiale. In guerra, da persone comuni, alla ricerca di un senso difficile da cogliere e soprattutto da spiegare, in trincea (il nonno) e in un campo di concentramento (il papà). Le storie di famiglia si proiettano anche sull'episodio finale del trittico che vi presentiamo, ambientato nella Mogadiscio del 1993, durante la prima battaglia combattuta dall'esercito italiano dopo la fine della Seconda guerra mondiale, ossia la battaglia del checkpoint Pasta, ricostruita e rielaborata da Pennacchi. Bepi è dunque diventato, nel suo immaginario, una sorta di soldato universale, che dall'Iliade ai giorni nostri non si è perso un conflitto, anzi li ha attraversati tutti, ogni volta più disilluso, più deluso, più arrabbiato, più ferito.
15,00

Vita e sogni di Mr. Pauli. I dilemmi e le contraddizioni di tutti noi

Annalisa Panati

Libro: Copertina morbida

editore: Scienza Express

anno edizione: 2020

pagine: 168

10,00

Baccanti

Euripide

Libro: Copertina rigida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2020

pagine: 376

Agave porta, infissa in cima a un tirso, la testa del figlio Penteo che le sue compagne hanno fatto a pezzi: la vuole consegnare a Bacco in segno di vittoria. «A lui porta un trionfo fatto di pianto», fa dire Euripide al servo che racconta ciò che ha visto accadere sul Citerone. Invasata, Agave non sa che ciò che brandisce come un trofeo è il capo sconciato del figlio, e il momento nel quale lo capisce costituirà una delle più tremende scene di riconoscimento della tragedia antica. Le "Baccanti" erano iniziate con Dioniso che annunciava di volersi rivelare come dio in Tebe, di desiderare il riconoscimento e la venerazione. Li ottiene a prezzo di un sacrificio immane, che immola la ragione sull'altare della follia, e precipita l'intera stirpe di Cadmo nella disgrazia. In questa tragedia, l'ultima prodotta dal grande teatro del V secolo a.C., e l'ultima, probabilmente, composta dall'autore prima della morte (fu messa in scena ad Atene dal figlio), Euripide «ripropone in modo emozionante e terribile quello che era stato uno tra i temi fondamentali del suo teatro, cioè il conflitto tra ragione e irrazionale». Al suo centro si trova infatti la follia scatenata delle menadi, che infuria sulla montagna, con le donne che, cinte di pelli maculate, inghirlandato il capo di edera, brandendo il tirso nelle mani, si abbandonano a danze furibonde al suono di flauti e tamburelli. «Cos'è mai la saggezza?» si domandano le baccanti del Coro: «quale il dono più bello degli dèi ai mortali?» La loro risposta è spesso sibillina, paradossale: «Non è sapienza il sapere». Le "Baccanti" discutono il tema della sophia in modo insistente, con tutta l'urgenza che il fenomeno culturale e religioso del dionisiaco - superbamente illustrato dal curatore - richiede. «Molti sono gli aspetti delle cose divine, molte cose gli dèi realizzano contro ogni speranza» conclude il Coro, qui come in altre tragedie di Euripide, «ciò che si attende non si compie, dell'inatteso il dio trova la strada.». Con questo volume la Fondazione Valla inizia la pubblicazione del teatro di Euripide, secondo Aristotele il più tragico dei poeti: con le "Baccanti", che ebbero in sorte persino di fornire il testo a una "Passione di Cristo", in passato attribuita a uno dei più grandi Padri greci, Gregorio di Nazianzo.
50,00

Il delirio del particolare. Ein Kammerspiel

Vitaliano Trevisan

Libro: Copertina morbida

editore: Oligo

anno edizione: 2020

pagine: 88

"Il delirio del particolare" è, come lascia intendere il sottotitolo, una "recitazione da camera", un testo che si riallaccia al teatro di Strindberg. È un dialogo intimo, quasi uno sfogo melanconico, tra un'anziana signora ormai vedova, il suo badante e uno storico dell'architettura giunto in visita a una villa disabitata che, più di una casa, è un'opera d'arte. Sullo sfondo di un cielo sempre più cupo, aleggia lo spettro dell'architetto, sempre presente anche se mai chiamato con il proprio nome: Carlo Scarpa. Con questo testo, vincitore dell'edizione 2017 del Premio Riccione per il teatro, Vitaliano Trevisan indaga il rapporto tra il progettista e i suoi committenti: nel caso di Scarpa, un rapporto sempre molto personale, profondo, che mette in gioco i sentimenti, e perciò sempre conflittuale.
12,00

Knock o il trionfo della medicina

Jules Romains

Libro: Copertina morbida

editore: Liberilibri

anno edizione: 2020

pagine: 113

Messa in scena per la prima volta nel 1923 da Louis Jouvet, dopo innumerevoli allestimenti, versioni cinematografiche e radiofoniche, questa divertente pièce continua a sedurre lettori e pubblico. La sua felice levità di ritmo e di scrittura non le impedisce di mettere a segno una bruciante satira sulla permeabilità dei nostri animi alle superstizioni: di ogni genere. «La trama, in fondo, è semplice. Il dottor Parpalaid cede al collega Knock la sua condotta. Un lavoro di tutto riposo (o forse addirittura una fregatura), visto che nessuno ricorre al medico, e i pochi che lo fanno vengono rispediti al mittente con generici consigli. Nel giro di tre mesi Parpalaid, tornato al paese, troverà l'albergo trasformato in una sorta di hotel della salute, i villici totalmente ospedalizzati e soprattutto felici e contenti di esserlo. Cosa era successo in sua assenza? Knock aveva lavorato di fino... Si tratta di convincere i poveri di spirito di essere malati per poi esprimere il bisogno di essere curati.» (dall'introduzione di Max Bruschi)
9,00

Bestiario teatrale

Emma Dante

Libro: Copertina morbida

editore: RIZZOLI

anno edizione: 2020

pagine: 442

Emma Dante è artista polivalente (drammaturga e attrice, regista di teatro, di cinema e di opere liriche), una donna di scena divenuta, ormai, anche donna di libro. Nel panorama italiano costituisce un caso, una anomala figura di "matriarca" nel grembo fecondo di una nuova drammaturgia. Dalla fondazione a Palermo della compagnia Sud Costa Occidentale (1999), la Dante passa lo Stretto con mPalermu (premio Scenario 2001), ma continua a trarre succhi dalla terra d'origine per alimentare un teatro collettivo e autoriale, capace di suscitare entusiasmi ma anche polemiche e attacchi, specialmente nel suo Paese. Sono diversi i filoni che si riconoscono nell'intreccio del suo "Bestiario teatrale": da quello propriamente familiare, che affonda le radici nella sicilianità (dalla 'Trilogia della famiglia siciliana' a 'Le sorelle Macaluso'), a quello più fiabesco, che investe il motivo angoscioso del travestitismo ('Le pulle'), anticipato dall'inedito Mishelle di Sant'Oliva, e proseguito in 'Operetta burlesca'; c'è infine il filone classico che, nella riattivazione delle antiche radici grecosicule, conduce la contemporanea teatrante Verso Medea. I temi ricorrenti si fondano su un ciclico rapporto fra la vita, la morte, il sesso e le generazioni, sulla demistificazione del potere e sulla valorizzazione del diverso. I testi qui raccolti, impreziositi dalla Postfazione di Anna Barsotti e dalle analisi di Giorgio Vasta ed Elena Stancanelli, rappresentano per l'autrice il suo "intero percorso teatrale".
22,00

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