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Società e cultura: argomenti d'interesse generale

Questa è l'America. Storie per capire il presente degli Stati Uniti e il nostro futuro

Francesco Costa

Libro: Copertina morbida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2020

pagine: 216

Ci sono pochi posti nel mondo dove il divario tra quello che crediamo di sapere e quello che sappiamo è tanto ampio quanto nel caso degli Stati Uniti. L'influenza statunitense nei nostri consumi è così longeva che pensiamo di conoscere bene l'America quando in realtà, nella gran parte dei casi, la nostra idea è un impasto di luoghi comuni e poche informazioni concrete. Convinti che gli statunitensi siano tutti armati fino ai denti, non sappiamo, per esempio, che la metà delle armi in circolazione in America è posseduta dal 3 per cento della popolazione. Coltiviamo il luogo comune per cui gli Stati Uniti usino la mano pesante contro l'evasione fiscale e i reati dei cosiddetti colletti bianchi, ma in carcere ci vanno ancora soprattutto ragazzi neri. Ragioniamo e discettiamo sulla cultura americana e sulla sua idea di Stato e libertà, paragonando il tutto a quello che succede qui da noi, senza sapere o tener conto che gli Stati Uniti sono un Paese molto poco popolato: ci sono più persone nella sola New York di quante ce ne siano in 40 dei 50 Stati. Siamo abituati a leggere l'intera politica estera statunitense innanzitutto sulla base del petrolio, e della necessità di trovarlo, ma oggi gli Stati Uniti sono pressoché indipendenti dal punto di vista energetico. L'elenco potrebbe continuare. Allo stesso modo, abbiamo accolto il risultato elettorale più clamoroso in quasi tre secoli di storia statunitense, la vittoria del repubblicano Donald Trump alle presidenziali del 2016, a pochi anni di distanza dell'elezione di Barack Obama, primo presidente nero, come la logica e prevedibile conseguenza dei nostri luoghi comuni. Eppure ci sono fatti e cambiamenti profondi e non sempre visibili che spiegano eventi così straordinari. In quest'anno così cruciale per la politica statunitense, che porterà all'elezione di un nuovo presidente o alla rielezione di Trump, Francesco Costa riflette sulle trasformazioni e i problemi dell'America, quella vera, raccontandoci il doloroso ma inesorabile smarrimento di un Paese speciale che diventa ogni giorno più normale.
18,00

La fine del secolo americano

George Packer

Libro: Copertina rigida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2020

pagine: 636

C'è stato un tempo in cui l'America governava il mondo. Un'epoca in cui la «nazione indispensabile» - secondo la celebre definizione di Madeleine Albright - esercitava la propria egemonia sui quattro angoli della terra. Era il Secolo americano, l'età della forza militare e del potere della diplomazia, dell'ottimismo, della fiducia nella pace e nella prosperità perpetue. Certo, non era l'età dell'oro. C'erano la guerra fredda e l'incubo della minaccia nucleare, la «politica del contenimento» e l'ossessione anticomunista, la Nuova Frontiera e il Watergate. E poi c'era il Vietnam, monumento all'incapacità di capire il mondo che si pretendeva di guidare. Nel Secolo americano, il meglio era inseparabile dal peggio. Poi tutto è cambiato e la Pax Americana si è dissolta, insieme al Muro di Berlino e all'equilibrio bipolare. Sono arrivati il crollo delle Torri gemelle, la guerra in Iraq e la crisi economica; e gli Stati Uniti hanno iniziato a ritirarsi dal palcoscenico internazionale e a «gestire» il proprio declino. Questo, per George Packer, è stato il Secolo americano, un mix di grandezza e arroganza, di innocenza e cecità. Un'epoca di contraddizioni profonde, che in Richard Holbrooke, diplomatico del dipartimento di Stato e ambasciatore presso le Nazioni Unite, ha trovato la sua espressione più emblematica. Brillante, egocentrico e sicuro di sé, per oltre quarant'anni vicino al potere ma sempre a un passo dall'esercitarlo concretamente, Holbrooke è stato l'artefice dell'unica vittoria della diplomazia americana nell'èra post-guerra fredda, i negoziati di Dayton che hanno sancito la fine della guerra nei Balcani. E ha tentato, oltre un decennio più tardi, di sanare le ferite dell'11 settembre portando la pace in Afghanistan. Un obiettivo, questo, che ha perseguito con ostinazione, arrivando forse a un soffio dal successo e, quindi, dalla grandezza degna dei libri di storia che disperatamente agognava. Figura tragica, shakespeariana, mossa da un'ambizione smodata, Holbrooke ha rappresentato il coraggio e la generosità, gli eccessi e la tracotanza dell'America. Con questo libro Packer ci consegna il ritratto nostalgico di un'élite che ha smarrito se stessa e di una nazione che ha rinunciato al proprio sogno.
32,00

Fra le mura della modernità. Le rappresentazioni del limite dal Cinquecento ad oggi

Libro: Copertina morbida

editore: Viella

anno edizione: 2020

pagine: 428

Nelle prime decadi del secolo XX, quando s'infranse la geografia storica delle Annales e la nuova scienza della geopolitica stimolò l'interesse per i confini territoriali, si rinforzò l'associazione tra frontiere e mura: tema letterario per esprimere l'isolamento dell'uomo contemporaneo. Prima del tempo delle certezze geometriche, quando la misura era una sfida e il potere si fondava nelle verità trascendenti, il semplice fatto di pensare il confine era, infatti, un'affermazione di forza capace di riunire le più diverse risorse e interessi. Ciò perché il fare politica d'antico regime era uno stare sempre all'erta che richiedeva di moltiplicare le sentinelle di pietra e di carta. Un richiamo prezioso cui guarda questo volume per riflettere sulla storia del confine come asse e trappola di una modernità tanto discussa come le sue stesse frontiere.
38,00

Il limite dello sguardo. Oltre i confini dell'immagine

Michele Guerra

Libro: Copertina morbida

editore: Cortina Raffaello

anno edizione: 2020

pagine: 150

Che cosa hanno in comune "La notte" di Elie Wiesel, le fotografie dell'"Album Auschwitz", "Notte e nebbia" di Alain Resnais? La tragedia della Shoah, naturalmente. Ma per quanto scandaloso possa sembrare, non solo. Ognuna di queste opere porta all'estremo i limiti del nostro vedere e ci spiega che certe immagini funzionano solo in virtù di ciò che non si vede, immagini che se venissero analizzate soltanto per quello che mostrano non potrebbero essere comprese. Ognuna di queste opere ci chiede di cambiare il modo in cui ci poniamo rispetto al visivo, perché le loro immagini vivono della pressione del fuoricampo, fanno esperienza del vuoto. Sono quel fuoricampo e quel vuoto a interrogare oggi, dentro abitudini di lettura delle immagini sempre più automatizzate, la relazione morale e politica che lega il nostro sguardo al pensiero dell'estremo. Sempre più, la teoria dell'immagine deve difendere la "causa dell'invisibile" e ripensarne la radice attraverso ciò che ci è dato vedere.
16,00

Non esistono piccole storie

Johannes Buckler

Libro: Copertina morbida

editore: PEOPLE

anno edizione: 2020

pagine: 216

È possibile riuscire a emozionare in 280 caratteri il pubblico di Twitter, un social che costringe di fatto a essere sintetici e concisi nel condividere fatti e notizie? La risposta è sì, assolutamente. A tutti piacciono le storie. Da qui è nata l'idea di Johannes Bückler di plasmare una piccola Spoon River, in cui a prevalere sono le emozioni e i sentimenti. Il lettore vi troverà raccontate vittime di guerra, di mafia, di terrorismo. Vittime di quell'odio sfociato poi nelle leggi razziali e nei campi di sterminio. E non solo. Uomini, donne e bambini cui la Storia ha marcato in maniera indelebile la pelle e le vicende personali. Questo libro vuole rappresentare un tributo necessario, per serbarne e mantenerne viva la memoria in tempi difficili come i nostri. Prefazione di Carlo Lucarelli.
15,00

Gettiamo il nostro corpo nella lotta. Il giornalismo di Pier Paolo Pasolini

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2020

pagine: 282

L'impegno giornalistico di Pasolini ne contrassegna tutta la vita adulta: ha inizio negli anni della formazione universitaria e si prolunga fino alle soglie della morte con i celebri Scritti corsari. Tale cospicua e febbrile attività viene qui per la prima volta sistematicamente indagata in tutte le sue fasi e forme: una ricognizione che illumina l'evoluzione del suo sguardo sulla realtà, soprattutto italiana, in stretta correlazione con i cambiamenti del contesto storico, le mutazioni di quello antropologico, gli sviluppi del sistema culturale nel quale agiscono i media di cui il poeta si serve per svolgere il suo discorso e condurre una lotta che alla fine si fece arroventata controversia politica. Attraverso le voci di studiosi, scrittori e professionisti dell'informazione si riflette sullo specifico apporto di Pasolini alla pratica giornalistica sulla quale imprime, con la passione di sempre, il marchio inconfondibile della sua sensibilità. Scaturito da un doppio convegno di studi, il volume raccoglie interventi e relazioni di Stefano Casi, Gianfranco Ellero, Elvio Guagnini, Ricciarda Ricorda, Gian Carlo Ferretti, Anna Tonelli, Angela Felice, Raoul Kirchmayr, Filippo Milani, Valerio Valentini, Giampaolo Borghello, Giovanna Trento, Roberto Chiesi, Alberto M. Sobrero, Marco Dalla Gassa, Massimo Raffaeli, Filippo La Porta, Franco Arminio, Tommaso Di Francesco, Antonio Padellaro, Benedetta Tobagi, Silvia De Laude, Nicola Mirenzi, Simona Zecchi.
25,00

Intellettuale nel regime. L'altra vita di Romolo Murri

Lidia Pupilli

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2020

pagine: 215

Romolo Murri (1870-1944) è stato uno dei maggiori protagonisti della vita politica e culturale italiana fra Otto e Novecento. Sacerdote, influenzato dalle idee di Antonio Labriola, si accostò alla dottrina sociale di Leone XIII; fondatore di riviste e giornali, si distinse come organizzatore degli universitari cattolici e poi come animatore del movimento democratico-cristiano. Tuttavia le sue posizioni culturali e politiche e, soprattutto, la sua battaglia affinché i cattolici potessero partecipare alla vita politica italiana, lo posero in rotta di collisione con la Chiesa di Pio X. Prima sospeso 'a divinis' (1907) e poi scomunicato, nel 1909, in seguito all'elezione in Parlamento, avrebbe militato nelle file del Partito radicale. L'attenzione degli storici si è molto soffermata su questa stagione, mentre diversi snodi dell'itinerario successivo hanno dovuto attendere a lungo un rinnovamento degli studi. Di recente si è risvegliata l'attenzione sulla sua esperienza nel ventennio fascista, una fase ricca di relazioni personali, politiche e intellettuali e caratterizzata da una notevole produzione pubblicistica e giornalistica - spicca il lungo sodalizio con «il Resto del Carlino» - che nel regime rivela un impasto fra temi più propriamente murriani e quelli ufficiali, in auge nel dibattito pubblico, registrando, dalla seconda metà degli anni trenta, l'avvio di un'articolata fase di disgelo con il fronte cattolico, connessa a una riflessione sempre più incentrata sul cristianesimo come fondamento e discrimine di civiltà. Sulla base di una vasta e originale ricerca archivistica e documentaria, l'opera ricostruisce gli anni del regime prefigurando la strada che - pochi mesi prima della scomparsa, avvenuta nel clima plumbeo della Roma occupata - avrebbe ricondotto Murri nell'alveo della Chiesa, comunque destinataria di riflessioni critiche intorno all'effettiva capacità di produrre un'autentica efficacia storica del cristianesimo.
20,00

Di chi posso fidarmi. Autorità ed esperti nella filosofia analitica contemporanea

Michel Croce

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2020

pagine: 225

Molte questioni aperte che interessano la nostra società e ci fanno preoccupare per il futuro ruotano intorno a un problema fondamentale: capire chi sia davvero esperto in un determinato ambito e, di conseguenza, decidere di chi possiamo fidarci. È inevitabile che ognuno di noi debba riporre la propria fiducia in altri individui quando si tratta di questioni quali il riscaldamento globale e la tutela dell'ambiente, le terapie mediche a cui sottoporsi, la sicurezza informatica e l'istruzione dei propri figli. Ma come dovremmo scegliere le persone a cui affidarci? E cosa dobbiamo fare quando il parere dell'esperto si discosta dalla nostra opinione? Il libro si propone di rispondere a queste domande offrendo una chiave di lettura originale e innovativa dell'attuale dibattito sulle nozioni di esperto e di autorità nella filosofia della conoscenza e nella filosofia morale di matrice analitica.
20,00

Seminario di studi centenario Murialdi

Libro: Copertina morbida

editore: All Around

anno edizione: 2020

pagine: 96

1974-1981. Sono gli anni in cui Paolo Murialdi è stato presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana. Anni di profonda crisi e grandi stravolgimenti nel mondo del giornalismo e in tutta la società, in cui anche il sindacato dei giornalisti ha dovuto confrontarsi con le rapide trasformazioni delle condizioni sociali ed economiche di un Paese attraversato da dilanianti battaglie politiche. Anni drammatici in cui la categoria ha dovuto fare i conti con il terrorismo, pagando anche un tributo di sangue alla stagione della lotta armata. Nel centenario della nascita di Murialdi, la Fondazione di studi sul giornalismo che ne porta il nome ha organizzato un convegno a lui dedicato, dal titolo "L'informazione tra riforma e controriforma", per ricordarne l'impegno professionale e sindacale.
10,00

Quale futuro? Una società con i tempi al femminile

Anna Colaiacovo, Luigi Collevecchio

Libro: Copertina morbida

editore: Diogene Multimedia

anno edizione: 2020

pagine: 140

«Qual è l'essenza della donna? Per secoli, la storia occidentale e la tradizione filosofica (tutta al maschile) hanno identificato la donna con la capacità di generare e con la disposizione a prendersi cura dell'altro. Vincolata alla natura, funzionaria della specie, la donna è stata esclusa per un lungo periodo dall'ordine della cultura e dallo spazio della politica. Le è stata preclusa la possibilità di esprimere se stessa come "soggetto". Un "soggetto" che, posto al centro del pensiero occidentale in modo apparentemente neutro, è sempre stato declinato al maschile (androcentrismo) ed è diventato il modello attraverso cui misurare e giudicare il femminile. Un "soggetto" basato sulla razionalità, sul controllo delle passioni e sull'autosufficienza. Inevitabile, date le premesse, la considerazione del femminile come di una diversità difettosa, inadeguata e, per questo, bisognosa di protezione, di controllo e di guida. Altrettanto inevitabile l'assenza delle donne (a parte poche eccezioni) nella storia e nella cultura. Solo attraverso un processo di emancipazione durato secoli, le donne hanno preso pienamente coscienza della propria condizione storica e hanno rivendicato il diritto a esprimersi e ad agire come persone autonome in tutti gli ambiti, privati e pubblici. La lotta per la conquista di diritti e di pari opportunità (in campo politico, nella formazione scolastica, nell'accesso al lavoro e alla progressione di carriera), è stata condotta mettendo in evidenza gli aspetti di uguaglianza con gli uomini e ponendo in ombra le differenze. Era inevitabile, dal momento che proprio le differenze erano state la causa della secolare sottomissione femminile. Ma, differenza non significa inferiorità. Implica, invece, la necessità di ripensare l'essenza umana non più sulla base di una soggettività neutra (e in realtà modellata sul maschile), ma sulla base di due soggettività in rapporti di diversità/uguaglianza (...)» (dalla prefazione)
18,00

Emarginati. Una storia d'amore

Susan M. Papp

Libro: Copertina morbida

editore: GIUNTINA

anno edizione: 2020

pagine: 335

Hedy Weisz, ebrea, e Tibor Schroeder, cristiano, si innamorano, ma in un mondo dove è proibito il matrimonio tra cristiani ed ebrei la realtà non può che spezzare il loro legame d'amore. La famiglia Weisz sarà trasferita nel ghetto di Nagyszollos e da là deportata ad Auschwitz. Anche la famiglia di Tibor verrà sradicata dalla propria terra d'origine e, per non soccombere, sarà costretta a vagare e disperdersi. Con grande sensibilità Susan M. Papp ci racconta una storia vera di amore e perdita, di coraggio e sacrificio, riportando in vita un mondo che, prima della barbarie, è vissuto con le sue speranze e i suoi amori, nel cuore dell'Europa.
18,00

Inventario di alcune cose perdute

Judith Schalansky

Libro: Copertina morbida

editore: NOTTETEMPO

anno edizione: 2020

pagine: 252

La prova scientifica non è solo un'appassionante soluzione da fiction in stile CSI, ma molto più concretamente un mezzo decisivo per l'accertamento della verità e la conseguente risoluzione di crimini, magari rimasti irrisolti per lungo tempo. Tuttavia il ricorso a questi strumenti fa sorgere quesiti di carattere etico, giuridico e scientifico, connessi alla difficoltà di individuare un perfetto equilibrio tra ragioni securitarie e tutela delle libertà individuali a fronte di una biologizzazione della sicurezza. Il volume, che raccoglie le opinioni di giuristi, biotecnologi, esperti di protezione dei dati, endocrinologi e docenti di medicina legale, offre una complessiva lettura problematica del funzionamento della Banca dati italiana del DNA, istituita dalla legge 85/2009, ma solo recentemente entrata nella sua piena operatività. Partendo ognuno dalla propria esperienza e dall'attualità dell'impegno accademico o professionale, gli autori dei contributi permettono al lettore di esplorare pienamente i vari aspetti del tema.
19,00

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