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Sociologia e antropologia

Quando i fatti (ci) cambiano. Saggi 1995-2010

Tony Judt

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2020

pagine: 412

«Quando i fatti cambiano, io cambio opinione. Lei cosa fa?»: questa frase, attribuita a John Maynard Keynes, è posta in esergo a questo libro. Scelta emblematica. In un'epoca che ha visto la progressiva erosione del giornalismo basato sui fatti e ha risentito della mancanza di intellettuali pubblici indipendenti, Judt decise di svolgere un ruolo raro e prezioso, mettendo insieme storia e attualità, Europa e America, e raccontando il mondo com'era un tempo e com'è oggi. La storica Jennifer Homans, vedova di Tony Judt, in questo libro ha raccolto i suoi articoli più importanti scritti negli ultimi quindici anni della sua vita. La voce di Judt nella sfera pubblica amplifica le sue ricerche storiche: l'idea e la realtà dell'Europa; Israele, l'Olocausto e gli ebrei; la superpotenza americana e il mondo dopo l'11 settembre; l'inclusione e la giustizia sociale nel nostro tempo di crescenti disuguaglianze. Tony Judt era convinto che il suo vero compito non fosse dire ciò che qualcosa non è bensì ciò che è: raccontare una storia convincente e ben scritta sulla base dei dati disponibili e farlo tenendo presente ciò che è giusto. Per Judt questo non era solo il suo dovere di storico, ma una responsabilità morale. "Quando i fatti (ci) cambiano" è una testimonianza della sua eredità.
28,00

Italia creativa. Condivisione, sostenibilità e innovazione

Laura Bovone, Carla Lunghi

Libro: Copertina morbida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2020

pagine: 191

La situazione generalizzata di recessione economica e finanziaria, che dal 2008 ha scosso buona parte delle nazioni industrializzate, ha prodotto effetti significativi sulla vita quotidiana degli italiani. In particolare, nel nostro Paese sono cresciute, in quanto efficaci strategie di fronteggiamento della crisi, esperienze di disintermediazione della filiera, come i gruppi di acquisto solidale, i mercati agricoli, gli affitti peer-to-peer, ma anche pratiche di condivisione, ad esempio di mezzi di trasporto, o di case vacanze, e forme di autoproduzione di diverso tipo, dagli oggetti agli elementi d'arredo, ai vestiti. Oggi sentiamo sempre più parlare di cohousing, coworking e swap party, ma questo libro ci rivela che si tratta di pratiche molto diffuse anche in passato in momenti di forte recessione, come per esempio negli anni Trenta o dopo lo shock petrolifero del 1973. Sono esperienze di reazione alla crisi che hanno preso nel tempo forme diverse, e che appaiono connotate da una maggiore consapevolezza. Inoltre, oggi, la disintermediazione della filiera, la condivisione e l'autoproduzione tendono non solo a mantenere livelli di vita e di benessere adeguati, ma promuovono nuove forme di consumi, di organizzazione del lavoro e di partecipazione civile.
26,00

Gli impiegati

Siegfried Kracauer

Libro: Copertina morbida

editore: Meltemi

anno edizione: 2020

pagine: 160

Kracauer mette insieme un "mosaico" per definire chi sono gli impiegati: con preveggente intuizione l'autore comprende che l'impiegato - questa figura lavorativa in forte espansione nella Germania degli anni Venti - sarebbe diventato decisivo per la storia del lavoro e della società nei decenni futuri. Gli impiegati condividono con i proletari la condizione economica, ma in loro "continua a vivere lo spettro di una condizione borghese scomparsa". In queste pagine Kracauer dà vita al ritratto dell'uomo della classe media, rinchiuso in un egoismo narcisistico che è cieco dinanzi alla propria condizione e al proprio futuro e la cui esistenza è ridotta a ingranaggio al servizio del consumo e dello spettacolo. Un ritratto dell'impiegato europeo degli anni Trenta in cui si profila la condizione del lavoratore contemporaneo. Con un saggio di Maurizio Guerri e una nota di Luciano Gallino.
14,00

Psicotropici. La febbre dell'ayahuasca nella foresta amazzonica

Jean-Loup Amselle

Libro: Copertina morbida

editore: Meltemi

anno edizione: 2020

pagine: 214

Come si spiega l'attuale mania nei confronti dello sciamanesimo? Cosa spinge sempre più occidentali a intraprendere un viaggio iniziatico nell'Amazzonia peruviana per assumere l'ayahuasca (famigerata sostanza psicotropa cantata dalla Beat Generation)? Prova a rispondere Jean-Loup Amselle, importante antropologo contemporaneo, in questa indagine sulla filiera dello sciamanesimo come fatto culturale, economico e politico. Il turismo di massa ha trasformato lo sciamano in un professionista degli affari, un imprenditore in grado di unire i valori esoterici degli eredi della new age con il sapere dei guaritori dell'Amazzonia. L'ayahuasca sarebbe quindi a tutti gli effetti una religione d'Occidente, un'ambigua tecnica di addomesticamento degli individui.
18,00

Addio al lavoro

André Gorz

Libro: Copertina morbida

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2020

pagine: 42

«Il lavoro salariato è sempre più discontinuo. Identità, senso della vita e appartenenza si devono costruire in altri ambiti di attività. Un ritorno al modello fordista è impensabile». André Gorz aveva previsto tutto: il dilagare incontenibile del precariato, la mancanza di regole contrattuali e la fine della società basata sul lavoro retribuito. Con sguardo lungimirante, ci invita a non temere il cambiamento e, nei tumulti di un mondo in trasformazione, a ripensare radicalmente la società in modo che ogni individuo possa esprimere le proprie capacità lavorative e autorealizzarsi. Suggerisce dunque, a tal scopo, di introdurre un reddito minimo garantito, e scorge, dietro le tendenze contraddittorie del nostro tempo, le possibilità latenti per costruire un'altra civiltà.
7,50

Razzismo. Gli atti, le parole, la propaganda

Annamaria Rivera

Libro: Copertina morbida

editore: Dedalo

anno edizione: 2020

pagine: 166

È su una montagna costituita anche da cattive parole e pessime retoriche che si è sedimentato, riprodotto e legittimato il razzismo quale oggi si manifesta in Italia: un sentimento di ostilità verso tutti gli estranei, i diversi, gli Altri, occupanti abusivi del "nostro territorio". In questa raccolta di brevi saggi, Annamaria Rivera porta avanti un'analisi puntale del circolo vizioso che alimenta il razzismo, attraverso riflessioni colte che colpiscono per la loro originalità e la loro attualità. Mostra così la dialettica perversa fra il razzismo istituzionale, il ruolo dei media e della propaganda, e le forme sempre più diffuse di xenofobia "popolare". Negli ultimi anni tale dialettica si è mostrata nel modo più palese (basti pensare alle ultime politiche contro l'immigrazione o ai recenti episodi di violenza raccontati dalla cronaca), e tuttavia essa ha antecedenti qui ricostruiti con precisione, per evidenziarne la lunga durata. L'autrice decostruisce inoltre pseudo-nozioni quali "razza", "etnia", "colore", "identità" e mette in luce l'apparato lessicale e comunicativo che contribuisce a riprodurre discriminazione, ineguaglianza ed emarginazione. Un'opera per riflettere su quello che sta accadendo oggi attorno a noi.
17,00

Cose che parlano di noi. Un antropologo a casa nostra

Daniel Miller

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2020

pagine: 197

Arredi e decorazioni, dischi e ricordini, fotografie e giocattoli raccontano di noi, danno corpo alla nostra memoria, senso e contesto alle nostre relazioni con gli altri. Con gli oggetti, acquistati o ereditati, ricevuti o trovati, allestiamo il teatro intimo della nostra esistenza. Refrattario a banalizzare le merci come puri contenitori di alienazione e omaggi al consumismo, l'autore entra in dodici appartamenti nella stessa strada di una grande città, osserva con sguardo di entomologo, registra parole e gesti, risalendo, per questa via, alla vita più riposta delle persone che vi dimorano. Piccole cosmologie in cui protagonista è la silenziosa ma eloquente collezione di oggetti quotidiani che abitano insieme a noi le nostre case.
12,00

Siamo linee. Per un'ecologia delle relazioni sociali

Tim Ingold

Libro: Copertina morbida

editore: Ist. Enciclopedia Italiana

anno edizione: 2020

pagine: 262

Qual è la forma della nostra esistenza e delle nostre relazioni? Tim Ingold mette in discussione il paradigma dominante del network quale simbolo unico della vita di oggi, e propone una teoria alternativa che vede l'essere umano come una linea sempre in movimento lungo un percorso che porta a intrecci di altre linee, che in questi incontri si modificano e possono cambiare direzione. Nei trenta brevi capitoli che compongono il suo libro, Ingold ci accompagna in suggestive riflessioni sul camminare (che è poi un tracciare altre linee), sull'ambiente, sull'atmosfera, sul tempo e infine sulla vita stessa, un flusso che nasce, si sviluppa e si trasforma continuamente.
21,00

L'antropologia di Gramsci. Corpo, natura, mutazione

Giovanni Pizza

Libro: Copertina morbida

editore: Carocci

anno edizione: 2020

pagine: 182

L'obiettivo del libro è sottolineare l'urgenza di un'antropologia gramsciana fondata su un metodo critico-politico. Esaminando le vocazioni antropologiche delle scritture di Antonio Gramsci, si intende gettare le basi per iniziare l'«inventario» delle «infinite tracce» impresse dalla storia nel nostro corpo, come aveva egli stesso auspicato. Con scaltrezza e sensibilità, possiamo allontanarci dalle forme espressive dell'elucubrazione mentale, trasformando ogni riflessione teorica in una pratica, una postura fisico-politica da assumere con responsabilità sulla scena pubblica. Fin dal suo avvio, l'antropologia di Gramsci appare un'impresa densa e difficile. Eppure riserva un piacere intenso. Timore, trepidazione, fascino, gioia e altre emozioni coinvolgono chi si avvicini alla prosa gramsciana, dolcissima e complicata, lucidissima e implacabilmente riflessiva, grandiosa e terribile come il mondo nella sua interezza. Leggendo, possiamo «sentire e comprendere» un "Gramsci antropologo" nelle parole che egli ha riversato in quotidiani, riviste, lettere e quaderni, prima degli anni del carcere e durante la prigionia, in una straordinaria e sofferta esperienza di ricerca, conoscenza e lotta politica.
19,00

Le potenze dell'anima. Vie alla riforma interiore dal disincanto al risveglio

Elémire Zolla

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2020

pagine: 237

Che cosa sono le potenze dell'anima? A questa domanda che suonò alquanto peregrina nell'atmosfera tumultuosa degli anni intorno al 1968 Elémire Zolla, allora quarantaduenne e al suo quarto libro del ciclo di critica sociale, si cimentò a rispondere per un'esigenza anzitutto personale: esplorare le falde del mondo interiore, lo si chiami anima, psiche, coscienza, sé, intelletto o spirito e lì dentro, nel groviglio di un sentire comunemente tormentato e diviso, cogliere la radice dell'infelicità, del disincanto, dell'indifferenza dell'uomo contemporaneo, anche però una via all'emancipazione, al risveglio di energie salutari esplorate nelle tradizioni del pensiero profondo in Oriente e Occidente. Nella Parte prima Zolla scruta la 'prigione' di un'esistenza del tutto esteriorizzata e appiattita, con enorme anticipo sulle avvenute dipendenze dalle tecnologie digitali; ricostruisce le antiche e dimenticate terapie della malattia psichica, dal dionisismo all'incubazione onirica, all'eros sublimato nella poesia stilnovistica. Scandaglia la topografia dell'interiorità nella raggiera di metafore che a essa alludono giacché «quando si vuole nominare una realtà invisibile bisogna obbedire alle leggi dell'analogia»: il vento, l'ombra, il custode, il soffio, il nagual. Nella Parte seconda Zolla ricostruisce la tassonomia delle facoltà dell'uomo interiore nei repertori delle antiche civiltà, dall'Egitto a Israele, al Tibet, all'India, alla Cina taoista, ai mondi greco, romano e cristiano. Un libro antesignano, come i tanti di Zolla sul contrasto insanabile tra i 'poteri' dominanti secondo la logica mondana e le 'potenze' interiori ribelli alla sottomissione.
18,00

Storia percorsi e politiche della sussidiarietà. Le nuove prospettive in Italia e in Europa

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2020

pagine: 341

Dopo il dibattito eminentemente giuridico degli anni Novanta, seguito all'inserimento e alla regolamentazione del principio di sussidiarietà nei trattati europei, e dopo che questo ha esordito nella Costituzione italiana nel 2001, il volume si interroga sulle conseguenze di quell'innesto normativo e sulle problematicità emerse. Ma si incarica anche di indagare sulle opportunità che esso ha apportato in termini teorici - di ripensamento del principio stesso in chiave storico-filosofica e socio-politico-evolutiva - ed empirici - di attuazione «visibile» e trasformativa del principio, specie sul piano orizzontale -, registrando cioè la sua applicazione sul terreno concreto in ambiti non meramente giuridici. Tale impostazione, che non può che avere un respiro multidisciplinare, ha facilitato l'emergere di alcune inedite connessioni tra interpretazioni differenti della sussidiarietà a seconda del settore disciplinare chiamato in causa. Il volume, che raccoglie i contributi di numerosi esperti, fa emergere uno scenario in cui le autonomie sociali e il potere pubblico hanno trovato, grazie alla sussidiarietà, nuove modalità di cooperazione, funzionale anche alla risoluzione dei conflitti pubblico-privato. Nel volume sono inoltre presentati percorsi alternativi nel campo delle relazioni politico-sociali e politico-istituzionali, sia a livello nazionale sia a livello europeo e dell'Unione europea.
26,00

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