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Storia

L'Italia contemporanea in 100 mappe

Aurélien Delpirou, Stéphane Morlane

Libro: Copertina morbida

anno edizione: 2020

pagine: 130

Descrivere un paese non è mai facile, ancora più difficile se è caratterizzato da enormi differenze. Ci sono riusciti uno storico e un geografo francesi che hanno saputo tradurre in immagini la loro doppia prospettiva su un paese, l'Italia, che si presenta agli inizi del XXI secolo particolarmente complesso sotto ogni punto di vista. Delpirou e Morlane descrivono un paese che oscilla tra tradizione e modernità, tra inerzia e rotture brutali, che lotta per rinnovare il proprio modello economico, ma che deve fare i conti con nuove divisioni sociali e territoriali. L'Italia viene vista come un territorio soggetto a numerosi vincoli, in balia di pericoli naturali, percorso da disuguaglianze di sviluppo, evidenziati sin dalla storia antica. La popolazione è posta di fronte a nuove sfide, crisi economica e crescita zero, nuova povertà e immigrazione massiccia, mentre lo Stato deve affrontare diffidenza diffusa e instabilità di governo che ha portato all'aumento del populismo. Grandi contraddizioni in un paese con una cultura millenaria, culla del patrimonio culturale europeo, che cerca di trovare un posto nel panorama geopolitico globale. A raccontare questa enorme complessità sono circa 130 mappe e documenti a colori.
20,00

La follia nella Grande Guerra

Guido Alliney

Libro: Copertina morbida

anno edizione: 2020

pagine: 400

Come in ogni guerra, fra i militari in servizio durante il primo conflitto mondiale le malattie psichiche furono probabilmente piuttosto diffuse. L'autore ricostruisce, attraverso esempi documentati, le vicende belliche e psichiatriche di alcuni soldati italiani e le tappe fino al rientro al fronte o alla permanenza nei manicomi, o, nel caso peggiore, il suicidio. Attraverso una quindicina di capitoli, ciascuno dedicato a una vicenda o a una tipologia di disagio, l'autore mette in luce come la psichiatria dell'epoca non fosse preparata per affrontare un evento così drammaticamente nuovo come la guerra industrializzata di massa; quella italiana si basava sull'assunto che ogni disagio psichico derivasse da una disfunzione organica del sistema nervoso. Una volta riconosciuto il disagio, il soldato veniva portato in ospedaletti collocati in prossimità del fronte, e poi, da qui, inviato ai centri psichiatrici d'armata e, nel caso di permanenza della malattia, nei manicomi all'interno del paese. Dopo un periodo di osservazione, di durata variabile, il paziente poteva essere dimesso, o considerato guarito e di conseguenza rinviato al reparto di provenienza, oppure consegnato alle famiglie, in attesa di un riesame. Solo una piccola parte dei militari rientrava nella categoria degli alienati mentali; questi venivano trattenuti nell'Istituto o trasferiti al manicomio della provincia di appartenenza. L'autore si è basato sui registri e le cartelle cliniche degli ospedali psichiatrici militari, ma non sempre le risposte sono esaustive: si vorrebbe infatti conoscere meglio l'ambiente di provenienza del militare ricoverato, i suoi familiari e i loro sentimenti, le sue esperienze al fronte e nel ricovero, i suoi pensieri e i suoi dolori, il suo destino successivo - si vorrebbe, in una parola, ricostruire una vita. Questo libro consente di avvicinarci al fenomeno del disagio mentale ai tempi della Grande Guerra in un modo un po' diverso, più attento e partecipe alle sofferenze sopportate dai singoli militari che ne furono vittime e dai loro congiunti.
14,00

La Grande Guerra sul fronte dell'Isonzo

Antonio Sema

Libro: Copertina morbida

anno edizione: 2020

pagine: 635

Questo libro parla di guerra, in particolare di quella combattuta sul fronte dell'Isonzo dal maggio 1915 al novembre 1917. La guerra è un atto di forza con il quale si vuole piegare la volontà degli avversari, verranno, quindi, doverosamente analizzate le tattiche militari adottate da tre popoli, italiani, slavi e tedeschi, confrontatosi in un territorio di confine, il Carso e nella terra attraversata dall'Isonzo. Questo lavoro non dà, però, solo un contributo alla ricostruzione della storia militare, non fornisce solo dettagliati ragguagli tecnici, bensì prende in esame la propaganda, l'uso delle popolazioni civili, dell'intelligence, del controspionaggio, l'adozione di nuove armi e lo spirito identitario provato dai combattenti di entrambi i fronti. Parla di uomini che hanno combattuto uniti dal medesimo ardore, che non hanno risparmiato energie e non si sono sottratti al sacrificio e alla morte e di alcuni, gli sloveni, che proprio nelle trincee del Carso hanno scoperto una patria da difendere. Tutti aspetti determinanti per una guerra di carattere totalizzante come quella in esame e da non sottovalutare se si è compreso che la guerra è anche la continuazione della politica. Antonio Sema ci permette di comprendere meglio il dopoguerra politico e nazionale nella Venezia Giulia e compie anche una revisione di giudizio sulle ultime operazioni militari italiane nella tarda estate del '17. Tramite un attenta documentazione, inoltre, fornisce spiegazioni capaci di rimettere in discussione convenzioni pregiudiziali e convincimenti ideologici spesso costruiti a posteriori.
18,00

Napoleone alla conquista dell'Italia 1796-97 e 1800

Gianni Rocca

Libro: Copertina morbida

editore: RUSCONI LIBRI

anno edizione: 2020

pagine: 224

Due secoli fa un grande generale invadeva l'Italia. Vinceva battaglie e razziava opere d'arte, mentre il canto dell'inno francese risvegliava speranze di libertà. Nasceva così la leggenda di un condottiero abile e spietato, servitore di potenti e sapiente costruttore delle proprie fortune: Napoleone Bonaparte. Un immaginario inviato speciale annotava giorno per giorno la tumultuosa attività politica e militare del generale. Quel giornalista altri non è che Gianni Rocca, abile narratore delle storie di guerra dell'Italia e degli italiani.
18,00

1942. L'arresto della Wehrmacht

Robert M. Citino

Libro: Copertina morbida

anno edizione: 2020

pagine: 448

Per Hitler e l'esercito tedesco, il 1942 fu un punto di svolta fondamentale della Seconda guerra mondiale, poiché la Wehrmacht, ancora efficiente e letale, sostituì alle brillanti vittorie e alle enormi conquiste territoriali stalli e ritiri strategici. In questa importante rivalutazione di quell'anno cruciale, che segnò la morte di un modello antichissimo e tradizionale di fare la guerra perché incapace di affrontare le sfide del ventesimo secolo, l'autore spiega che le difficoltà emergenti dell'esercito tedesco erano radicate tanto nella sua dipendenza dalla "guerra di movimento", quanto nella gestione profondamente sbagliata della guerra da parte di Hitler. Il Terzo Reich passò quindi dalle travolgenti vittorie operative di Kerch e Kharkov in maggio alle catastrofiche sconfitte di El Alamein e Stalingrado. Nel volume sono esaminate tutte le principali campagne e battaglie nei teatri russi e nordafricani per tutto l'anno, al fine di valutare in che modo un esercito, votato a vittorie veloci e decisive, non ha saputo adattarsi e reagire di fronte a inaspettate difficoltà. Citino ricostruisce anche la visione della guerra dei generali tedeschi e di come abbiano sofferto sotto il controllo di Hitler e del capo dello stato maggiore generale Franz Halder.
28,00

La fine della Wehrmacht 1942-1945

Robert M. Citino

Libro: Copertina morbida

anno edizione: 2020

pagine: 1600

La raccolta completa dell'opera di Robert M. Citino sulla Wehrmacht. Uno studio che approfondisce l'operato dell'esercito tedesco rinnovando la tradizione storico militare sulla cultura strategica della Germania nazista. Dal 1942 alla fine del conflitto, l'esercito tedesco è osservato su ogni fronte nelle principali battaglie e fasi operative, comparato ai diversi nemici affrontati per rivederne tattiche e risultati alla luce delle dottrine militari tedesche tradizionali, della visione di Hitler e dei cambiamenti imposti dallo sviluppo tecnologico. La perizia storiografica nell'autore si accompagna in questi volumi a uno spiccato senso della narrazione: un'insieme di dati e informazioni è trasmesso senza nulla togliere al fascino terribile di questo racconto, che mette sotto nuova luce il più grande conflitto conosciuto dal mondo.
104,00

I bambini di Asperger. La scoperta dell'autismo nella Vienna nazista

Edith Sheffer

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2020

pagine: 336

Il nome di Asperger è ormai diffuso e ampiamente utilizzato nella nostra vita quotidiana. Tuttavia nessuno si domanda mai chi fosse l'uomo dietro la diagnosi che lo ha reso celebre. Da madre costretta a farvi fronte, Edith Sheffer ha voluto scoprire le origini di quella diagnosi e, con gli strumenti della storica, ha scelto di ripercorrere la vicenda personale e professionale di Asperger nella Vienna a cavallo tra gli anni trenta e quaranta. Quanto emerso dalle testimonianze e dai documenti getta nuova luce sulla figura del medico austriaco. Mentre il regime nazista selezionava cavie per i suoi esperimenti in base a criteri razziali, politici e religiosi, bersaglio degli psichiatri erano in particolare i bambini classificati come «asociali». Tra questi, Asperger e i suoi colleghi decidevano quali vite fossero «indegne di essere vissute» e disponevano il trasferimento dei piccoli pazienti allo Spiegelgrund, la clinica teatro di uno spietato programma di eutanasia infantile. Dopo la guerra, la diagnosi di «psicopatia autistica» di Asperger cadde nell'oblio fino a quando, nel 1981, venne divulgata da una psichiatra inglese. Con stile narrativo e una solida catena di argomentazioni, l'autrice spinge il lettore a riflettere sul modo in cui le società valutano ed etichettano coloro che vengono classificati come disabili. Mettendo in prospettiva gli eventi storici, Sheffer dà nuovo impulso al dibattito e pone interrogativi non meno inquietanti delle storie che racconta: in che misura una diagnosi è il prodotto di una determinata società? Come è stato possibile che quella formulata da Asperger nel solco degli ideali nazisti di conformità e spirito comunitario abbia incontrato il favore della società individualista di fine Novecento?
11,00

Vita quotidiana degli egizi

Franco Cimmino

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2020

pagine: 328

Quella dell'antico Egitto è una delle civiltà più enigmatiche e affascinanti della storia. La sua terra era arida, circondata da deserti sconfinati, infuocata da un sole implacabile, eppure straordinariamente fertile, grazie alla presenza del Nilo. Sulle sponde di questo fiume maestoso gli Egizi hanno prosperato ininterrottamente per tremila anni, dando vita a una cultura e a una società complesse, a una macchina statale avanzata e a divinità con corpo umano e testa d'animale da temere e da venerare, come gli inaccessibili faraoni. Il soprannaturale dominava la vita quotidiana, una disciplina rigorosa coesisteva con la magia e accuratissimi riti funebri. Ma, a dispetto delle nostre conoscenze, sono molti i dettagli che ancora oggi ignoriamo: come viveva l'uomo comune? Che cosa mangiava? Quali erano i suoi problemi? In che modo trascorreva il tempo libero? Qual era la sua concezione dell'amore? A queste e a molte altre domande prova a dare risposta l'egittologo Franco Cimmino ricostruendo la quotidianità degli antichi Egizi. Un'indagine accurata, libera da pregiudizi e luoghi comuni, in cui prende forma viva e nitida un mondo stupefacente: dal primo caso di sciopero storicamente documentato al ruolo sociale - piuttosto indipendente - delle donne, dalle peculiarità dei mestieri più disparati alle idee sul sesso, dalle opere di canalizzazione alle acconciature, dal rapporto con la morte alla passione per la birra, il vino e i banchetti, fino ad arrivare alla chirurgia e a giochi da tavolo simili a quelli dei nostri giorni. Vita quotidiana degli Egizi è un meraviglioso tuffo nel passato, che va oltre la storia conosciuta, si avventura su sentieri impervi e accidentati che donano scorci limpidi e inattesi: le risposte e le curiosità che avremmo sempre voluto soddisfare sulla civiltà più conturbante di ogni epoca.
27,00

Storia nera. Bologna. La verità di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti

Andrea Colombo

Libro: Copertina morbida

anno edizione: 2020

pagine: 368

2 agosto 1980: la bomba che esplode alla stazione di Bologna uccide 85 persone, ne ferisce 200. È uno tra i delitti più sanguinosi nella storia della Repubblica. Gli esecutori sono stati individuati in Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, condannati al termine di una lunghissima e controversa vicenda processuale. Ma i due ex militanti di Nar, rei confessi di rispettivamente 13 e 16 omicidi, hanno sempre negato ogni responsabilità, e da quasi 15 anni si battono per ottenere la revisione del processo. Ora, a oltre 25 anni da quell'episodio tremendo, Mambro e Fioravanti hanno deciso di raccontare la loro verità non solo su Bologna ma su tutta la stagione del terrorismo nero. Insieme ad Andrea Colombo, rileggono una parte controversa e drammatica della storia italiana.
14,00

La rivolta di Berkeley. Il movimento studentesco negli Stati Uniti

Hal Draper

Libro: Copertina morbida

editore: Res Gestae

anno edizione: 2020

pagine: 367

La lunga battaglia iniziata all'Università della California nell'autunno 1964 dal Free Speech Movement e sfociata nei mesi successivi nei grandi sit-in e nella rivolta studentesca, repressa dalla burocrazia accademica e dalla polizia di Berkeley, non è stata soltanto una lotta per la libertà di parola e di propaganda politica all'interno del campus. Guidata da giovani e giovanissimi studenti, la ribellione di Berkeley ha colpito e messo in questione l'intera struttura dell'istruzione universitaria americana, la sua subordinazione al potere economico e la sua incapacità di dare risposte alle innumerevoli domande della nuova generazione di studenti "radicali". In questo libro, Hal Draper, militante del Free Speech Movement, documenta dall'interno la rivolta di Berkeley, offrendo al lettore una cronaca della più grande rivolta studentesca che ci sia mai stata in America. Prefazione Roberto Giammarco. Introduzione Mario Savio.
22,00

Frontiere contese a Nord Est. L'Alto Adriatico. le foibe e l'esodo giuliano-dalmata

Claudio Vercelli

Libro

editore: Edizioni del Capricorno

anno edizione: 2020

La storia dell'Alto Adriatico tra Ottocento e Novecento. Il nazionalismo italiano, l'irredentismo e il «fascismo di confine», tra ideologia, squadrismo e suprematismo etnico. La «bonifica etnica» dei territori italianizzati tra le due guerre. Le politiche di occupazione italiana in Slovenia e i rapporti con la Croazia nel secondo conflitto mondiale: il trattamento delle minoranze, il destino degli ebrei, i crimini di guerra italiani. L'occupazione tedesca della «Zona di Operazioni Litorale Adriatico»; la risiera di San Sabba, le deportazioni e i crimini contro i civili. Il dramma troppo a lungo dimenticato dell'infoibamento: le foibe come tragica realtà e come simbolo. L'esodo degli italiani: pulizia etnica o che cos'altro? E poi la lunga fine: il trattato di pace e le sue ripercussioni, il territorio libero di Trieste, il Memorandum di Londra. Tutta la storia delle frontiere a Nordest. Approfondimenti, un ricco apparato iconografico e una cartografia realizzata ad hoc per capire tempi e luoghi di questa tormentata vicenda. Un libro per informarsi senza pregiudizi. Per ricordare.
13,00

L'ospedale dei bambini. 1869-2019. Una storia che guarda al futuro. 150 anni del Bambino Gesù di Roma

Andrea Casavecchia

Libro: Copertina rigida

editore: RIZZOLI

anno edizione: 2020

pagine: 264

L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nasce da un regalo. Quello di quattro bambini che, il 25 febbraio 1869, donano alla madre, per il suo compleanno, il loro dindarolo, il salvadanaio nel quale custodiscono i propri risparmi. Vogliono esaudire un suo desiderio: dare un ricovero ai piccoli malati di Roma che non possono permettersi cure adeguate. La donna è la duchessa Arabella Fitz-James Salviati, e il tenero gesto dei suoi figli è il seme che farà fiorire l'iniziativa della famiglia: il 19 marzo dello stesso anno apre a Roma il più antico ospedale pediatrico d'Italia. La prima sede è in una semplice stanza al numero 12 di via delle Zoccolette, sulla sponda sinistra del Tevere; la cura dei bimbi è affidata a due soli medici e la gestione dell'accoglienza alle suore Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli. Circa vent'anni più tardi l'ospedale si trasferisce al Gianicolo, occupando parte del convento di Sant'Onofrio, e nel 1924 è donato al papa per dare continuità e stabilità a una struttura diventata nel frattempo ampia e importante. Ma la storia dell'ospedale non si limita ai rapporti tra benefattori, medici, pazienti e Chiesa; essa si intreccia infatti con quella del nostro Paese - i primi anni dell'Unità d'Italia, i Patti lateranensi, le due guerre mondiali - e con l'evolversi della medicina: la trasformazione della pediatria, la riforma del Servizio sanitario nazionale, l'internazionalizzazione della comunità scientifica, l'umanizzazione delle cure... Oggi la comunità del Bambino Gesù guarda al domani come ospedale dei figli del mondo, coniugando ricerca scientifica e assistenza sanitaria con l'attenzione alla persona e l'impegno nella cooperazione internazionale. Grazie al racconto di Andrea Casavecchia, questo volume ci porta dunque alla scoperta di una delle eccellenze assolute del nostro Paese, la cui vicenda ci parla della nostra storia e ci proietta al contempo nel futuro. Prefazione Mariella Enoc.
18,00

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