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Storia dell'arte: stili artistici

Raffaello!

Arnold Nesselrath

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori Electa

anno edizione: 2020

pagine: 223

Le opere - i disegni, le pitture, le architetture, le stampe, gli arazzi, le sculture, gli stucchi - rivelano mirabilmente il processo di progettazione di Raffaello: l'evolversi di una forma, la velocità con cui egli muoveva la mano, quando scartava e correggeva un pensiero, l'impiego della bottega, e soprattutto la sua immensa curiosità nello sperimentare. L'opera, nei suoi molteplici aspetti, è l'incontro più diretto, più intimo, più complesso con questo grandioso artista.
99,00

Anne Eisner an american artist between cultures

Christie McDonald

Libro: Copertina rigida

editore: Officina Libraria

anno edizione: 2020

pagine: 239

28,00

Muri di Sardegna. Luoghi e opere della street art

Libro: Copertina morbida

editore: FLACCOVIO DARIO

anno edizione: 2020

pagine: 424

La Sardegna non è solo sinonimo di coste incantevoli, natura incontaminata, archeologia e arte. Nelle principali città, come Cagliari Sassari Oristano e Nuoro, ma anche nei centri urbani del territorio, recuperati ad un uso consapevole delle tradizioni, spiccano opere d'arte urbana sulle pareti delle abitazioni e degli edifici pubblici. Si tratta di un fenomeno artistico di rilievo, che allinea l'isola al contesto internazionale. La guida vuole offrire al viaggiatore uno strumento utile per la ricerca e la comprensione degli elementi più emblematici: dai rinomati Murales di Orgosolo e di San Sperate alla nuova street art di San Gavino Monreale. Dagli anni Sessanta del Novecento sino agli anni Duemila. Grandi interpreti e giovani utopie: un circuito affascinante, istruttivo e ricco di sorprese. Un piccolo Atlante iconografico dei sentimenti, delle visioni e delle speranze di un popolo.
24,00

William Klein. Painted contacts

Klein

Libro: Copertina rigida

editore: Contrasto

anno edizione: 2020

pagine: 140

Un foglio di provini a contatto contiene sei strisce di immagini, ognuna con 6 pose, per un totale di 36 fotografie scattate a un 125° di secondo. Queste frazioni di momenti rimangono lì, sulla carta, ed è all'autore che spetta il compito più complicato, per molti il vero gesto creativo: la scelta. Per William Klein scegliere le foto all'interno dei suoi fogli di contatti è stato negli anni Novanta un progetto artistico definito, che ha esplorato le connessioni tra pittura e fotografia. Evidenziate con tratti di colore, forti tinte acriliche che ne sottolineano l'importanza, Klein ha saputo rendere le foto dei "contatti dipinti", ingrandite a dismisura, dei veri pezzi unici, immagini che racchiudono il senso della visione di questo maestro della fotografia e insieme il gesto dell'artista, la sua concezione della vita come un flusso inarrestabile di immagini, suoni, rumore e danza. La nuova edizione del volume William Klein - Painted Contacts presenta una raccolta di 70 immagini del grande fotografo-artista americano (30 in più rispetto alla prima edizione), ognuna "segnata" da colori sgargianti, fatti "sgocciolare" sugli ingrandimenti fotografici per testimoniare la scelta d'autore. Sono le foto del cuore di Klein, quelle attraverso cui ha deciso di raccontare la sua vita, il suo sguardo sulla città (da New York a Roma, Parigi, Mosca e Tokyo), sull'universo della moda, sul cinema e sul mondo. Uno sguardo rapido, ironico, tagliente come una lama, a volte tenero e sorprendente e mai, veramente mai, banale.
35,00

Prima, donna

Margaret Bourke-Withe

Libro: Copertina rigida

editore: Contrasto

anno edizione: 2020

pagine: 184

Una donna di primati, Margaret Bourke-White. La prima ad arrampicarsi sulle colate di ferro delle fonderie e ad affrontare il calore delle fornaci pur di realizzare fotografie industriali insolite, visionarie. La prima ad affrontare la fotografia aerea con sprezzo del pericolo ("se ti trovi a trecento metri di altezza, fingi che siano solo tre, rilassati e lavora con calma", questo il suo motto). La prima a realizzare un libro a quattro mani di testi e fotografie sulla Depressione degli anni Trenta nel Sud degli USA. La prima a documentare la Russia del piano quinquennale e l'unica in grado di ottenere una sessione di posa da Stalin. La prima per cui viene addirittura disegnata la divisa di corrispondente di guerra. E poi, la prima a riprendere l'orrore del campo di concentramento di Buchenwald, a testimoniare l'India nel momento di separazione dal Pakistan e l'unica a realizzare un intenso, iconico ritratto del Mahatma Gandhi poco prima della sua morte. La prima a scendere sottoterra con i minatori in Sudafrica, a fotografare la segregazione razziale degli USA a colori. La prima, soprattutto, a non sottrarsi alla macchina fotografica diventando a sua volta il soggetto di un reportage che illustra, documenta e testimonia, con la forza e l'amabile tenerezza dello sguardo del collega Alfred Eisenstaedt, la sua lotta contro il Parkinson che la immobilizzerà e la porterà alla fine. In quei momenti Margaret, famosa per la sua eleganza e il gusto innato per i vestiti cui non rinuncerà mai, non ha paura di mostrarsi debole, invecchiata e impaurita con i capelli rasati a zero. La prima, insomma, quasi in tutto. Con le sue immagini, le sue parole, la sua vita, Margaret Bourke-White è stata in grado di creare un personaggio forte e invidiabile costruendo il mito attraente di se stessa, donna e fotografa.
35,00

Spazio italiano, ambiente fiammingo

Cesare Brandi

Libro: Copertina rigida

editore: La nave di Teseo

anno edizione: 2020

pagine: 80

Partendo dal racconto di un aneddoto curioso - l'incauto restauro della Madonna del Canonico van der Paele di Jan van Eyck - e attraverso inedite associazioni storiche ed estetiche, Cesare Brandi approfondisce la differenza tra le due fondamentali visioni pittoriche alla base della civiltà figurativa occidentale. Da grande scrittore d'arte si appropria dei concetti di spazio e ambiente, ridefinendoli per farci comprendere due modi opposti di dipingere che corrispondono a due diversi mondi: interiore, sintetico ed essenziale l'uno, esteriore, analitico e sovrabbondante l'altro. Saggio rigoroso e dal ritmo narrativo vivace, "Spazio italiano, ambiente fiammingo" - come osserva Giacomo Debenedetti nella nota di accompagnamento al volume - "ha la capacità di attivare apporti dalle più varie zone dell'esperienza del critico, che forse ignoravano di essere così contigue: storia, razionalità, sapere umano, emozioni." "Se Masaccio deve spogliare l'oggetto, per consentirgli di costituirsi a simbolo, Jan van Eyck deve coglierlo per così dire fin con la gocciola della rugiada, perché quella gocciola, invece che costituire un neghittoso particolare naturalistico, intensificherà la frequenza dell'immagine, un po' come la maggiore sfaccettatura d'una pietra preziosa ne moltiplica le luci."
16,00

Venezia e lo Studio Glass americano. Ediz. italiana e inglese

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2020

pagine: 368

Dopo "Il vetro finlandese nella Collezione Bischofberger", "Il Vetro degli Architetti. Vienna 1900-1937, Ettore Sottsass". "Il vetro, Maurice Marinot" "Il vetro 1911-1934", questo nuovo volume è dedicato all'American Studio Glass Movement e ai rapporti di questo movimento con Venezia, indagando gli sviluppi internazionali del vetro nel XX secolo. Il progetto culturale pluriennale è promosso da Fondazione Giorgio Cini e Pentagram Stiftung per lo studio e la valorizzazione dell'arte vetraria nel XX e XXI secolo. Pubblicato in occasione della mostra e curato da Tina Oldknow e William Warmus, già curatori di vetro moderno e contemporaneo al Corning Museum of Glass di New York, Venice and American Studio Glass mette in luce la varietà dell'arte e del design nel vetro americano contemporaneo, mostrando con nitida evidenza quello che accade quando due culture si incontrano e si influenzano reciprocamente. Con 155 eccezionali pezzi tra cui vasi, sculture e installazioni in vetro creati da 60 artisti, americani e veneziani, Venice and American Studio Glass è il primo studio che esamina nel dettaglio l'influenza che l'estetica e le tradizionali tecniche di lavorazione del vetro veneziano hanno avuto sullo Studio Glass americano dagli anni Sessanta ad oggi. Nel 1960 la soffiatura del vetro si era da tempo industrializzata negli Stati Uniti e molte abilità manuali erano andate perdute, così gli artisti dello Studio Glass avevano guardato all'Europa, e in particolare a Venezia e ai soffiatori di vetro di Murano, come guida. Ciò che ne seguì fu una "relazione amorosa" con la lavorazione del vetro veneziano che, alla fine degli anni Novanta, si era diffusa negli Stati Uniti e nel mondo. Venice and American Studio Glass dimostra l'eredità duratura e versatile della produzione di vetro veneziano in America, analizzando l'impatto che Venezia ha avuto sull'arte vetraria americana contemporanea; viene inoltre esaminato come gli artisti americani e veneziani hanno rinnovato la vivacità di un linguaggio storico artigianale e come lo hanno ulteriormente sviluppato per realizzare magnifiche opere d'arte.
65,00

L'impronta del reale. William Henry Fox Talbot. Alle origini della fotografia. Catalogo della mostra (Modena, 12 settembre 2020 - 10 gennaio 2021)

Libro: Copertina morbida

editore: FRANCO COSIMO PANINI

anno edizione: 2020

pagine: 288

Catalogo della mostra delle Gallerie Estensi dedicata a William Henry Fox Talbot, "L'impronta del reale" racconta l'era embrionale della fotografia, nel suo passaggio da fenomeno scientifico a forma di espressione artistica. Talbot fu il primo a elaborare una tecnologia che permetteva di ottenere più stampe da un solo negativo e il suo The Pencil of Nature, del 1844, è stato il primo libro con illustrazioni fotografiche mai pubblicato. "L'impronta del reale" raccoglie opere fotografiche sia di Talbot sia di suoi contemporanei; tra le prime si trovano anche alcune delle immagini che inviò allo scienziato modenese Giovan Battista Amici tra il 1839 e il 1844. Ma si trovano anche opere di fotografi e artisti novecenteschi che hanno omaggiato Talbot o rielaborato le sue intuizioni, in un dialogo continuo tra passato, presente e futuro.
35,00

Disegnare e dipingere il paesaggio nel Settecento. Teorie e modelli figurativi per una moderna rappresentazione della natura

Silvia Blasio

Libro: Copertina morbida

editore: Carocci

anno edizione: 2020

pagine: 176

Tra Sei e Settecento la riflessione critica nelle fonti storico-artistiche dedicò uno spazio crescente all'analisi del tema del paesaggio, che la teoria umanistica aveva confinato nel ruolo di corollario della pittura di storia. La forza propulsiva delle nuove idee, espresse soprattutto dagli scritti di Roger de Piles, contribuì all'affermazione di una visione della natura fondata sullo studio dei valori di luce e atmosfera osservati dal vero e la pittura di paesaggio conquistò un ruolo paritario rispetto agli altri generi, divenendo materia di routine nella formazione dei giovani pensionnaires dell'Accademia di Francia a Roma. Sperimentando il piacere di disegnare e dipingere dal vero, gli artisti d'Oltralpe riscoprirono l'affascinante varietà del paesaggio italiano, non solo nei luoghi più celebri come Roma e i suoi dintorni. Se Claude-Joseph Vernet definì il metodo pittorico per rendere la mutevolezza dei fenomeni naturali nei diversi momenti della giornata, condizionando con la sua visione innovativa intere generazioni di artisti di ogni nazionalità, altri pittori stranieri come Richard Wilson, Joshua Reynolds o Jacob Philipp Hackert, viaggiarono nel cuore dell'Italia alla ricerca di scenari più nascosti, restituendone nei loro sketchbooks e album la bellezza solitaria e segreta.
20,00

Rubens e la cultura italiana. 1600-1608

Libro: Copertina morbida

editore: Viella

anno edizione: 2020

pagine: 356

L'attenzione per la cultura italiana costituì per Rubens un costante riferimento durante tutta la vita e, in particolare, gli otto anni di soggiorno in Italia furono l'occasione per studiare l'arte antica e i grandi maestri rinascimentali, ma anche per guardare le opere di artisti a lui contemporanei, come Caravaggio e Baglione, per analizzare l'architettura, per frequentare circoli scientifici e letterari. Una così evidente fascinazione nei confronti della civiltà italica ha prodotto una vera miniera archivistica, iconografica e stilistica attraverso la quale interpretare non solo la pittura, ma anche il sistema di rapporti diplomatici e di relazione che Rubens perseguì nel corso di tutta la vita. Molti legami fondamentali per la carriera del maestro d'Anversa ebbero inizio o si intensificarono proprio durante gli anni italiani, con collezionisti romani e genovesi, ma anche con personaggi politici stranieri, come la famiglia Richardot e i governatori delle Fiandre, e con ordini religiosi quali Gesuiti, Filippini e Carmelitani.
38,00

Gesù fu veramente bambino? Un processo all'arte cristiana

François Boespflug

Libro: Copertina rigida

editore: JACA BOOK

anno edizione: 2020

pagine: 164

Gesù di Nazareth ha davvero vissuto l'infanzia come un bambino? Ha imparato a stare in piedi e a camminare, correre e cadere, leggere e scrivere, contare e pregare? Ha disobbedito ai suoi genitori, fu corretto dai suoi maestri o sapeva già tutto ? n dalla nascita? I Vangeli canonici non dicono nulla al riguardo, i testi apocri? forniscono risposte fantasiose e poco credibili e il Magistero della Chiesa non si pronuncia su questo argomento. I pittori ebbero quindi carta bianca, specialmente in Occidente. L'autore li interroga a lungo e classi?ca le loro opere. Alcune mostrano un bambino che assomiglia a un "mini adulto", che si comporta come nessun altro bambino farebbe. Altri, più rari, si avventurano nel raf?gurare Gesù mentre sta imparando. Altri ancora, numerosi, lo immaginano come un bambino normale, ma dotato, ? n dalla più tenera età, di visioni premonitrici del suo destino, in particolare la morte in croce: nell'immaginare comportamenti tipici dell'anticipazione profetica, lo dipingono mentre si riposa steso su una croce consona alla sua taglia o nell'atto di benedire come un ponte?ce. La pittura religiosa fu indotta, per pietà, a professare una cristologia monca, innocentemente eretica? Il desiderio di edi?care, a qualsiasi prezzo, non sempre si accorda bene con la pienezza dell'umanità di Cristo.
50,00

La Sistina svelata. Iconografia di un capolavoro

Heinrich W. Pfeiffer

Libro: Copertina rigida

editore: JACA BOOK

anno edizione: 2020

pagine: 320

Questo volume mostra una nuova Sistina attraverso uno sguardo del tutto innovativo all'iconogra?a delle pareti laterali dipinte fra gli altri da Botticelli, Perugino, Signorelli e del lavoro michelangiolesco nella volta, nelle lunette e nella parete del Giudizio Universale. L'aspetto rivoluzionario del lavoro non consiste nel sovvertire giudizi storico artistici attribuzioni oramai del tutto assodati dalla critica, ma nel mostrare immagine per immagine, colore per colore la soggiacente struttura simbolica che ordina coerentemente l'intera opera. Questa struttura simbolica, un vero e proprio programma ?loso?co-teologico, anticipa e determina l'intera storia degli affreschi della Sistina, dagli artisti quattrocenteschi sino al lavoro di Michelangelo. Si tratta di un programma iconogra?co unitario formulato dai teologi di Sisto IV, in pieno Quattrocento, e poi seguito dallo stesso Michelangelo molti anni dopo. La pubblicazione è anche l'occasione per mostrare la Sistina con un'eccezionale abbondanza di particolari in modo che questo scrigno d'arte risulti "squadernato" di fronte agli occhi del lettore ma anche "decodi?cato" nei signi?cati e persino nell'uso dei colori di ciascuna scena.
50,00

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